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Periodica Magazine: lo spazio per il dialogo aperto

L'ovulazione ti rende più attraente (lo dice la scienza)

L'ovulazione ti rende più attraente (lo dice la scienza)

Durante i giorni fertili del ciclo, il corpo attraversa una fase di cambiamento profondo. Non solo a livello riproduttivo, ma anche estetico, percettivo e comportamentale. La domanda quindi non è tanto se cambia qualcosa.Ma come e quanto questi cambiamenti influenzano il modo in cui ci percepiamo e veniamo percepite. Non è solo una sensazione Nel corso del ciclo mestruale, gli ormoni fluttuano in modo significativo. Durante la fase ovulatoria, l’estrogeno raggiunge il suo picco.Questo ha effetti concreti sul corpo: aumenta la microcircolazione migliora l’idratazione della pelle rende i tratti del viso leggermente più armonici può influenzare il tono della voce Alcuni studi suggeriscono anche che, in questa fase, alcuni segnali biologici diventano più “attraenti” a livello inconscio, come l’odore corporeo o la modulazione della voce. Il cosiddetto “ovulatory glow” Quello che spesso viene chiamato ovulatory glow è un insieme di piccoli cambiamenti: pelle più luminosa colorito più uniforme labbra leggermente più piene lineamenti percepiti come più simmetrici Sono variazioni sottili, ma il cervello umano è molto sensibile a questi dettagli. Non è solo fisico Ridurre tutto all’aspetto sarebbe però limitante. Durante l’ovulazione cambiano anche: energia e motivazione umore apertura sociale sicurezza in sé stesse Questo significa che non cambia solo come appariamo, ma anche come ci muoviamo nel mondo. Una questione di percezione L’attrattività non è solo ciò che si vede, ma anche come viene interpretato. Durante l’ovulazione, molte persone riportano di sentirsi: più a proprio agio nel corpo più spontanee nelle interazioni più sicure nel modo di esprimersi È come se cambiasse leggermente il “filtro” con cui guardiamo noi stesse e di conseguenza anche quello con cui gli altri ci guardano. E nella fase premestruale? Nella fase premestruale, il progesterone è più alto e possono comparire: ritenzione idrica pelle più spenta maggiore sensibilità emotiva sensazione di gonfiore Anche in questo caso, non è solo un cambiamento fisico, bensì un insieme di fattori che influenzano percezione e vissuto del corpo. Attenzione a non semplificare troppo Dire che “l’ovulazione ti rende più attraente” è una semplificazione. È più corretto dire che: gli ormoni influenzano sia il corpo che la percezione di sé, e questo può riflettersi anche nel modo in cui veniamo percepite dagli altri. Ma l’attrattività non dipende da una singola fase del ciclo. È un equilibrio complesso fatto di: biologia contesto stato emotivo esperienza personale Molto più di una fase del ciclo Sì, durante l’ovulazione il corpo può diventare leggermente più “attraente” secondo alcuni parametri biologici. Ma la vera differenza sta nell’insieme: corpo + percezione + comportamento. E imparare a leggere questi cambiamenti è il primo passo per vivere il ciclo in modo più consapevole e meno giudicante.

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Carenza di ferro: come aumentarlo con l’alimentazione (soprattutto in soggetti vegetariani e vegani)

Carenza di ferro: come aumentarlo con l’alimentazione (soprattutto in soggetti vegetariani e vegani)

Ti senti spesso stanca, con poca energia e affaticata dopo un minimo sforzo? Potrebbe non essere solo colpa dello stress o della mancanza di sonno: una carenza di ferro è molto più comune di quanto pensi, soprattutto nelle donne in età fertile, a causa delle perdite durante la fase mestruale del ciclo.  Difatti il ferro sostiene energia e benessere fisico, ma è un minerale che si esaurisce facilmente. La buona notizia? Con alcune scelte mirate a tavola puoi davvero fare la differenza senza ricorrere subito agli integratori. Il ferro partecipa ai processi di sintesi di energia, sostiene muscoli e cervello, supporta il sistema immunitario ed è  un componente fondamentale dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che porta ossigeno dai polmoni a tutto il corpo.  La sua carenza può quindi generare stanchezza, pallore, difficoltà di concentrazione e calo delle prestazioni fisiche. Sebbene molte persone associno il ferro solo alla carne rossa, esistono molte fonti vegetali ricche di questo minerale. Tra queste vi sono: legumi, le verdure a foglia verde come spinaci, bietole e cavolo nero; cereali integrali; derivati della soia come tofu e tempeh; semi e frutta secca. Il problema degli alimenti vegetali non è la quantità di ferro, ma la sua biodisponibilità. Il ferro non-eme, tipico dei cibi vegetali, viene assorbito meno facilmente rispetto al ferro-eme degli alimenti animali e ha bisogno di co-fattori,  come la vitamina C,  per essere utilizzato in modo efficace. Inoltre, molti alimenti vegetali contengono antinutrienti che bloccano od ostacolano ulteriormente l’assorbimento : i fitati presenti in legumi e cereali integrali, gli ossalati tipici delle verdure a foglia verde, il calcio , dei latticini, ed i polifenoli di tè, caffè e cacao. Per vegetariani e vegani, massimizzare l’assorbimento del ferro non-eme è fondamentale. Ma cosa dovete fare?  La strategia principale è abbinare sempre gli alimenti a cibi ricchi di  vitamina C, come agrumi, kiwi, peperoni o pomodori, che ne aumenta l’assimilazione. Abbinamenti perfetti sono spinaci con il succo di limone, lenticchie al sugo di peperoni oppure quinoa con tofu e pomodorini.  Riducete gli inibitori durante i pasti principali, come tè, caffè, cacao e alimenti ricchi di calcio, consumando lontano dai pasti principali. Le tecniche come ammollo dei legumi e fermentazione della soia migliorano ulteriormente la biodisponibilità del ferro.Infine, alternate diverse fonti vegetali e consumate più porzioni al giorno per soddisfare il fabbisogno quotidiano. Aumentare il ferro non significa stravolgere la dieta, ma semplicemente capire quali combinazioni alimentari funzionano davvero. Con piccoli accorgimenti quotidiani puoi evitare la stanchezza cronica, prevenire carenze future e sostenere la tua energia in modo naturale. Ricorda: non tutto il ferro è uguale e imparare ad assorbire al meglio è la vera chiave per prevenire i deficit.  Tuttavia, se sospetti una carenza, non affidarti al caso: un semplice esame del sangue può confermare i livelli di ferro e guidarti verso la soluzione più adatta, che sia una strategia alimentare mirata o un’integrazione sotto controllo medico quando l’alimentazione non basta.  FRANCESCA ORLANDI

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La sindrome premestruale non è solo fisica: cosa succede davvero (e come gestirla)

La sindrome premestruale non è solo fisica: cosa succede davvero (e come gestirla)

Quando si parla di ciclo mestruale, l’attenzione si concentra quasi sempre sui sintomi fisici: dolore, gonfiore, stanchezza. Ma c’è una parte meno visibile, e spesso meno considerata, che riguarda la sfera emotiva e cognitiva. Non è solo una fase Nei giorni che precedono le mestruazioni, i livelli di estrogeni e progesterone cambiano rapidamente. Queste variazioni ormonali influenzano anche i neurotrasmettitori, come serotonina e dopamina, che regolano umore, energia e concentrazione. Il risultato? Una combinazione di sintomi che può essere molto diversa da persona a persona, ma che spesso include: irritabilità e maggiore reattività emotiva difficoltà a concentrarsi stanchezza e calo di energia ansia o pensieri ricorrenti sensazione di vuoto o perdita di motivazione Non si tratta di mancanza di controllo, né un problema di carattere, è una risposta fisiologica del corpo. Cosa può aiutare davvero (subito) Non esiste una soluzione unica, ma ci sono piccoli strumenti che possono aiutare a gestire meglio questi momenti, anche durante la giornata. 1. Quando senti irritabilità o tensione Rallentare il respiro può fare più di quanto sembri. Allungare l’espirazione (ad esempio 4 secondi inspiro, 6 espiro) aiuta a ridurre l’attivazione del sistema nervoso. 2. Quando hai confusione mentale Fare una pausa breve, anche solo una camminata senza telefono, permette al cervello di “resettarsi” e recuperare lucidità. 3. Quando senti il corpo pesante Attivare il corpo, anche con movimenti leggeri o una doccia fresca, aiuta a riattivare energia e percezione fisica. 4. Quando l’ansia aumenta Scrivere tutto quello che passa per la testa, senza filtri, può ridurre il carico mentale e rendere più gestibili i pensieri. 5. Quando cala la motivazione Iniziare da un compito semplice e portarlo a termine aiuta a riattivare il senso di controllo e continuità. 6. Quando senti rabbia accumulata Canalizzare l’energia (anche attraverso attività fisica o momenti di sfogo controllato) può evitare che si trasformi in tensione relazionale. 7. Quando ti senti off Esporsi alla luce naturale o cambiare ambiente, anche per pochi minuti, può avere un effetto immediato sull’umore. 8. Quando hai mal di testa o affaticamento Idratarsi e ridurre gli stimoli (come schermi e notifiche) può alleviare il sovraccarico. 9. Quando senti un calo dell’autostima Riportare l’attenzione su ciò che è stato fatto, anche cose piccole, aiuta a riequilibrare la percezione di sé. 10. Quando senti agitazione senza motivo Il movimento libero, senza struttura (anche solo ballare o camminare senza meta), aiuta a scaricare tensione fisica e mentale. La sindrome premestruale riguarda milioni di persone, ogni mese. Questi accorgimenti non “risolvono” la sindrome premestruale, ma aiutano a gestirla in modo più consapevole.

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Le tue tette ti stanno chiedendo queste 5 cose: non ignorarle!

Le tue tette ti stanno chiedendo queste 5 cose: non ignorarle!

Le tue tette ti parlano Il seno cambia continuamente. Non è qualcosa di statico: reagisce agli ormoni, al ciclo mestruale, alla temperatura, allo stress e a molti altri fattori della vita quotidiana. Per questo motivo osservare il proprio seno, imparando a riconoscere i suoi cambiamenti, è uno dei modi più semplici per conoscere meglio il proprio corpo. Spesso piccoli segnali che sembrano strani o preoccupanti sono in realtà normali risposte fisiologiche. Altre volte, invece, possono essere un motivo per chiedere il parere di un medico. Vediamo cinque segnali che il seno può mandare e cosa significano. 1. Cambiamenti nei capezzoli Il capezzolo e l’areola possono cambiare nel tempo e reagire a diversi stimoli. Ad esempio, un piccolo rigonfiamento del capezzolo può essere dovuto a una cisti benigna o a un cambiamento temporaneo dei tessuti. In questi casi non è necessariamente qualcosa di preoccupante, ma è sempre utile farlo valutare da un medico se il cambiamento persiste. Sull’areola possono comparire anche piccole escrescenze o puntini, che spesso sono semplicemente le aperture dei condotti mammari o delle ghiandole sebacee. Possono diventare più visibili o gonfiarsi leggermente a causa dello sfregamento o di variazioni ormonali. In generale, è utile prestare attenzione se si notano cambiamenti improvvisi o persistenti nella forma o nell’aspetto del capezzolo. 2. Irritazioni sotto il seno Una delle cause più comuni di irritazione sotto il seno è molto più semplice di quanto si pensi: il reggiseno. Il ferretto, il tessuto sintetico o semplicemente l’attrito possono irritare la pelle, soprattutto se il reggiseno viene indossato per molte ore o lavato poco frequentemente. Anche detergenti aggressivi, residui di sapone o il sudore possono provocare arrossamenti o prurito nella piega sotto il seno. Per ridurre il rischio di irritazioni può essere utile: cambiare reggiseno frequentement preferire tessuti traspiranti lavarlo dopo pochi utilizzi mantenere la zona il più possibile asciutta Sono piccoli accorgimenti che possono fare una grande differenza nel comfort quotidiano. 3. Capezzoli turgidi: non sempre è quello che pensi Quando i capezzoli diventano più duri o prominenti, spesso si pensa subito all’eccitazione sessuale. In realtà la spiegazione è molto più ampia. I capezzoli contengono fibre muscolari lisce che si contraggono quando vengono stimolate. Questo può succedere durante l’eccitazione, ma anche per altri motivi. Uno dei più comuni è il freddo. La contrazione dei muscoli del capezzolo è infatti una risposta automatica del corpo alla temperatura. È quindi una reazione fisiologica normale e non sempre legata al piacere o alla sessualità. 4. I primi segnali della gravidanza Il seno è spesso una delle prime parti del corpo a cambiare durante l’inizio di una gravidanza. Molte persone notano: seno più pieno o gonfio maggiore sensibilità al tatto vene più visibili capezzoli più scuri Questi cambiamenti sono legati all’aumento degli ormoni nelle prime settimane di gravidanza e alla preparazione del corpo all’allattamento. Se il ciclo tarda ad arrivare e il seno appare diverso dal solito, potrebbe essere uno dei segnali che il corpo sta attraversando un cambiamento importante. 5. Il seno prima delle mestruazioni Molte persone sperimentano cambiamenti al seno nei giorni che precedono il ciclo mestruale. È comune avvertire: gonfiore tensione sensibilità a volte anche prurito Questi sintomi sono legati alle variazioni di estrogeni e progesterone che avvengono nella fase premestruale. Si tratta di una risposta fisiologica molto diffusa. Tuttavia, se il prurito o il dolore diventano intensi, persistenti o diversi dal solito, è sempre consigliabile confrontarsi con un medico. Conoscere il proprio corpo è il primo passo Il seno cambia nel corso della vita: durante il ciclo, con l’età, in gravidanza o semplicemente in risposta a fattori quotidiani come il freddo o l’abbigliamento. Imparare a riconoscere questi cambiamenti non significa diventare ipercontrollanti, ma sviluppare maggiore consapevolezza del proprio corpo. Osservarsi ogni tanto, capire cosa è normale per sé e notare eventuali variazioni è uno dei primi strumenti di prevenzione.

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A cosa servono i peli sui capezzoli?

A cosa servono i peli sui capezzoli?

Prima o poi capita a molte persone: ti guardi allo specchio e li noti.Piccoli, magari scuri, proprio intorno all’areola. E la domanda arriva subito: Ma è normale avere peli sui capezzoli? La risposta breve è sì.La risposta un po’ più lunga è che sono molto più comuni di quanto si pensi. Prima di tutto: sono normali Intorno all’areola ci sono follicoli piliferi, cioè le strutture della pelle da cui crescono i peli, esattamente come in molte altre zone del corpo. Tutte le persone li hanno.La differenza è semplicemente: quanto sono visibili quanto sono spessi quanto sono scuri Nella maggior parte delle situazioni non indicano nulla di particolare. Da cosa dipendono? Il fattore principale è la genetica. La quantità e la distribuzione dei peli corporei sono in gran parte ereditarie. Se nella tua famiglia le persone hanno più peluria in certe zone del corpo, è molto probabile che succeda anche a te. Anche il colore della pelle e dei capelli può influenzare la visibilità dei peli: su una pelle chiara con peli scuri, per esempio, saranno semplicemente più facili da notare. Il ruolo degli ormoni Gli ormoni possono influenzare la crescita dei peli nel corso della vita. Per questo motivo i peli intorno ai capezzoli possono diventare più evidenti in alcune fasi come: pubertà gravidanza periodi di cambiamenti ormonali In alcune condizioni mediche, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), può comparire una maggiore crescita di peli in diverse aree del corpo. Diventa utile parlarne con un medico solo se compaiono improvvisamente o insieme ad altri sintomi, come acne severa o cicli molto irregolari. Se non ti piacciono: ecco come rimuoverli I peli intorno ai capezzoli sono una normale variazione del corpo umano. Ma se preferisci rimuoverli, è importante farlo con delicatezza, perché la pelle dell’areola è particolarmente sensibile. Tra i metodi più comuni: Forbicine Utili ad accorciare i peli con delle forbicine, facendo attenzione a non tagliare la pelle. Pinzetta Può essere utilizzata, preferibilmente dopo la doccia quando la pelle è più morbida. Bisogna fare attenzione al rischio di peli incarniti o piccole irritazioni. Rasoio È possibile usarlo, ma l’area è delicata e il rischio di piccoli tagli o irritazioni è più alto. Ceretta Meglio affidarsi a un’estetista esperta, perché può essere dolorosa e irritare la pelle. Creme depilatorie Generalmente è meglio evitarle in questa zona, perché possono causare irritazioni. Ma quindi: a cosa servono? Molti dei peli presenti sul corpo umano sono considerati residui evolutivi: in passato potevano contribuire a mantenere il calore corporeo o a proteggere alcune aree della pelle. Per questo oggi i peli intorno ai capezzoli sono semplicemente una delle tante variazioni naturali del corpo umano. Una cosa importante da ricordare Il corpo umano non è identico per tutte le persone. Alcune avranno peli intorno all’areola, altre no. Alcune li avranno sottilissimi, altre più visibili. E tutte queste possibilità rientrano nella normalità. A volte sono solo un piccolo segnale dei nostri ormoni. In ogni caso fanno parte della grande varietà del corpo umano.

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I tuoi ormoni ti stanno chiedendo queste 3 cose: non ignorarli!

I tuoi ormoni ti stanno chiedendo queste 3 cose: non ignorarli!

I tuoi ormoni ti stanno parlando (sì, davvero) Il ciclo mestruale è un processo biologico che influenza energia, concentrazione, appetito, sonno e gestione dello stress. Quando i livelli ormonali cambiano (soprattutto prima e durante le mestruazioni), il corpo manda segnali molto chiari. Ecco tre richieste che arrivano dal nostro corpo e che sono sorprendentemente semplici. 1. Prenditi il tuo tempo Durante le mestruazioni estrogeno e progesterone diminuiscono, due ormoni che influenzano energia, concentrazione e stabilità emotiva. Per questo è normale sentirsi più stanche, più sensibili o meno lucide. In questa fase può aiutare: programmare attività più leggere ridurre stimoli e notifiche fare pause brevi durante la giornata abbassare il livello di perfezionismo In alcuni casi possono essere utili anche magnesio, vitamina B6 o omega-3, sempre dopo un confronto con un professionista. 2. Nutriti meglio Nei giorni prima delle mestruazioni è comune avere più voglia di zuccheri. Il calo di progesterone può aumentare l’appetito e spingere il corpo a cercare energia rapida e una maggiore produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce al benessere dell’umore. Alcune abitudini però possono peggiorare i sintomi: saltare i pasti abusare di caffè esagerare con l'alcol Meglio invece: aumentare verdure amare e crucifere (broccoli, cavolo, rucola) includere più omega-3 (salmone, semi di lino, noci) mantenere pasti regolari concedersi anche qualcosa che piace, senza sensi di colpa 3. Dormi di più Le variazioni ormonali possono rendere il sonno più leggero e aumentare la sensibilità allo stress. Per questo il corpo ha ancora più bisogno di riposo. Alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare: abbassare le luci un'ora prima di dormire fare respirazioni lente per calmare il sistema nervoso se ci si sveglia di notte, evitare di controllare l'ora Impara ad ascoltare i segnali del corpo Gli ormoni sono un sistema di segnalazione che indica di cosa il corpo ha bisogno in quel momento: più riposo, più nutrimento, un ritmo diverso. Imparare ad ascoltarli significa semplicemente fare spazio a questi segnali. Perché il corpo non chiede perfezione. Chiede attenzione.  

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La tua cacca ti sta chiedendo queste 3 cose: non ignorarla!

La tua cacca ti sta chiedendo queste 3 cose: non ignorarla!

La tua cacca ti sta parlando (sì, davvero) C’è un indicatore di salute che ignoriamo quasi sempre, nonostante ci abbiamo a che fare tutti i giorni. Eppure lo guardiamo il meno possibile. Stiamo parlando della cacca. Può sembrare un tema un po’ scomodo, ma in realtà è uno dei segnali più semplici e immediati dello stato del nostro intestino. Ecco tre messaggi che spesso ci manda. 1. Guardala: è uno specchio della tua salute intestinale La consistenza delle feci è uno degli indicatori più utilizzati anche in medicina per capire come sta lavorando l’intestino. In condizioni ideali la cacca dovrebbe essere: compatta ma morbida facile da espellere con forma simile a una salsiccia liscia o leggermente crepata Anche il colore dice qualcosa: il più comune è marrone medio, dovuto alla bile e ai processi digestivi. Per quanto riguarda la frequenza, c’è più variabilità di quanto si pensi. Può essere normale andare in bagno da 1–2 volte al giorno a 3 volte a settimana. L’importante è che l’evacuazione avvenga senza dolore e senza sforzo. Al contrario, alcuni segnali meritano attenzione se diventano frequenti: feci molto dure o molto liquide dolore o bruciore sforzo eccessivo cambiamenti persistenti nella forma o nella frequenza 2. Nutri i tuoi batteri (non solo te) Una cacca sana dipende in gran parte dal microbiota intestinale, ovvero l’insieme dei miliardi di microrganismi che vivono nel nostro intestino e che collaborano con il nostro corpo. Questo ecosistema influenza digestione, sistema immunitario, metabolismo e persino l’umore. Per mantenerlo in equilibrio, ci sono alcune abitudini che aiutano: fibre diverse (legumi, cereali integrali, verdure e frutta), cibi fermentati (yogurt, kefir, crauti o miso), acqua (senza acqua, anche le fibre migliori possono creare l’effetto tappo), regolarità (l’intestino ama i ritmi prevedibili: pasti regolari e sonno stabile aiutano molto più di quanto pensiamo). 3. Osserva come cambia Se hai il ciclo Durante le mestruazioni l’utero produce prostaglandine, sostanze coinvolte nei crampi mestruali. Queste molecole però non agiscono solo sull’utero: possono stimolare anche l’intestino. Se non hai il ciclo Anche senza ciclo, comunque, osservare la cacca resta utile: variazioni di consistenza o frequenza possono riflettere stress, cambiamenti alimentari, idratazione o ritmo di vita. Un piccolo check-up quotidiano (gratis) Non serve analizzare la propria cacca con ossessione. Ma ignorarla completamente significa perdere una fonte di informazioni preziosa. Osservarla ogni tanto, senza tabù e senza imbarazzo, può aiutarci a capire meglio cosa succede nel nostro intestino e a prendercene cura prima che compaiano problemi più grandi.

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Prevenzione del cancro: perché parlarne oggi

Prevenzione del cancro: perché parlarne oggi

Qui la guida scaricabile sulla prevenzione femminile 🎀   Oggi vi parliamo di cancro, una malattia che per anni è stata quasi impronunciabile.Fino a pochi decenni fa, sviluppare una forma tumorale equivaleva spesso a un’altissima mortalità. Oggi non è più così. Grazie alla ricerca scientifica, a terapie sempre più efficaci e a programmi di prevenzione più mirati, la sopravvivenza oncologica è aumentata in modo significativo e, per alcune tipologie di tumore, supera il 90%. È importante però chiarire una cosa: “cancro” non è una singola malattia.Con questo termine si indicano oltre 200 patologie diverse, accomunate da una crescita cellulare anomala, che sfugge ai normali meccanismi di controllo dell’organismo. I tumori più frequenti negli uomini sono quelli alla prostata, al polmone, al colon-retto e alla vescica, che insieme rappresentano circa il 58% delle diagnosi.Tra le donne, invece, i tumori più comuni sono mammella, colon-retto, polmone e tiroide. Ed è proprio qui che entra in gioco la prevenzione. Prevenzione oncologica: perché è ancora più importante per le donne La prevenzione non serve solo a “evitare” il cancro, ma soprattutto a diagnosticarlo precocemente, quando le possibilità di cura sono maggiori e l’impatto sulla qualità della vita è minore. Nel caso della salute femminile, la prevenzione incontra spesso alcuni ostacoli: sintomi sottovalutati o normalizzati ritardi diagnostici carichi di cura e lavoro che portano a rimandare i controlli una minore attenzione storica alla ricerca su specifiche patologie femminili Per questo è fondamentale parlare di prevenzione in modo concreto, pratico e accessibile. Da anni questo lavoro viene portato avanti anche da realtà come Fondazione AIRC, che finanzia la ricerca oncologica e promuove la cultura della prevenzione, ricordandone l’importanza anche attraverso iniziative come le Arance della Salute. Cosa possiamo fare ogni giorno: la prevenzione primaria Secondo le indicazioni condivise dalla comunità scientifica, alcuni comportamenti quotidiani riducono in modo significativo il rischio oncologico: non fumare ed evitare il fumo passivo limitare il consumo di alcol ridurre bevande zuccherate e carni lavorate privilegiare cereali integrali, legumi, frutta e verdura praticare attività fisica regolare evitare un’esposizione solare prolungata e non protetta A questi si affianca la prevenzione secondaria, ovvero i controlli e gli screening. I controlli di prevenzione: cosa fare e quando (guida per età) Dai 20 ai 29 anni Pap test (secondo indicazioni regionali) Visita ginecologica periodica Autopalpazione del seno Controllo dei nei se indicato Attenzione ai segnali del corpo e ai cambiamenti persistenti Dai 30 ai 39 anni Pap test o HPV test (in base all’età e al programma regionale) Visita ginecologica regolare Controllo dermatologico dei nei Visita dal medico di base per valutare familiarità oncologica Ecografia mammaria se indicata dal medico Dai 40 ai 49 anni Screening mammografico (secondo indicazioni regionali) Pap test / HPV test Controllo del colon-retto se familiarità Valutazioni mirate in caso di fattori di rischio specifici Dai 50 anni in poi Mammografia periodica Screening colon-retto Controlli ginecologici secondo indicazioni cliniche Eventuali screening aggiuntivi in base alla storia personale La prevenzione non significa fare “tutti gli esami”, ma fare quelli giusti, al momento giusto. Un messaggio importante La prevenzione non elimina ogni rischio, ma riduce l’impatto della malattia, aumenta le possibilità di cura e permette di affrontare il cancro con strumenti molto più efficaci rispetto al passato. Parlarne oggi, senza paura e senza tabù, è già una forma di prevenzione. E prendersi cura della propria salute, soprattutto per le donne, non è un lusso: è una scelta di consapevolezza.

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Come siamo messi sull'educazione sessuale in Italia nel 2025?

Come siamo messi sull'educazione sessuale in Italia nel 2025?

Assenza di un programma nazionale obbligatorio in Italia In Italia, a differenza della maggior parte dei Paesi europei, non esiste un programma ministeriale obbligatorio di educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Il nostro Paese risulta infatti uno dei pochissimi in Europa senza un piano curricolare strutturato: secondo i dati UNESCO/ONU, in almeno 20 Paesi europei l'educazione sessuale è materia obbligatoria, mentre non lo è solo in Italia, Ungheria, Bulgaria, Cipro, Romania, Lituania e Polonia (UNESCO, 2023). Il Ministro dell'Istruzione ha confermato che nelle scuole italiane l'unica forma di educazione sessuale presente è limitata agli aspetti biologici all'interno delle lezioni di scienze, senza affrontare aspetti relazionali, affettivi o socio-emotivi. Dal 1975 ad oggi sono stati presentati oltre 16 progetti di legge per introdurre l'educazione sessuale, ma nessuno è mai stato approvato definitivamente (WeWorld, 2025). Iniziative locali e progetti sperimentali In assenza di direttive nazionali, l'educazione sessuale nelle scuole italiane resta frammentata. Le attività sono spesso delegate alla volontà dei singoli dirigenti scolastici o di associazioni esterne. Meno della metà degli studenti italiani riferisce di aver ricevuto qualche forma di educazione sessuale a scuola (Save the Children & IPSOS, 2025). Alcuni comuni hanno attivato progetti pilota. A Milano, dal 2024/25, è stato lanciato "A Luci Accese", un progetto di educazione sessuale gratuito per le scuole superiori in collaborazione con enti pubblici e privati (Comune di Milano, 2024). Nel 2023, il Ministero dell'Istruzione ha avviato una sperimentazione denominata "Educare alle relazioni", con 30 ore di formazione per alcune scuole superiori. Tuttavia, il progetto è extracurricolare e volontario, non integrato nel piano scolastico nazionale (MIM, 2023). Cambiamenti normativi recenti: obbligo di consenso e divieti Nel 2025, il Ministero dell'Istruzione ha introdotto l'obbligo di consenso informato scritto dei genitori per ogni attività scolastica su sessualità, affettività o identità di genere. Nello stesso anno, un emendamento alla legge Valditara ha vietato esplicitamente di trattare questi argomenti nelle scuole dell'infanzia, primarie e medie, consentendone l'accesso solo alle scuole superiori, previa autorizzazione familiare (La Voce di Rovigo, 2025). Queste decisioni sono state criticate da esponenti dell'opposizione e da associazioni educative, che le considerano un passo indietro rispetto agli standard internazionali dell'OMS e dell'UNESCO. Dati sulla diffusione e conoscenze tra gli studenti La maggior parte degli studenti italiani apprende le nozioni su sesso e affettività da internet o dai coetanei. Solo il 4% dichiara di aver appreso queste informazioni a scuola (WeWorld, 2025). Il 44% degli studenti crede erroneamente che l'acqua fredda possa bloccare le mestruazioni e il 23,5% pensa che non si possa rimanere incinta durante il ciclo. Quasi il 50% non conosce l'esistenza del papillomavirus (HPV) (Save the Children & IPSOS, 2025). Anche l'educazione mestruale è pressoché assente. Più della metà delle ragazze vorrebbe parlarne più apertamente, ma solo il 32% si rivolge agli insegnanti per chiarimenti. Il 28,5% dichiara di provare vergogna anche solo nell'acquistare assorbenti (WeWorld, 2025). Confronto europeo e raccomandazioni internazionali L'OMS e l'UNESCO raccomandano programmi obbligatori di Comprehensive Sexuality Education (CSE), che affrontino la sessualità da un punto di vista cognitivo, emotivo, fisico e sociale. In Paesi come Germania, Francia, Paesi Bassi e Svezia, questi programmi iniziano già nella scuola primaria e si aggiornano con l'età (OMS Europa, 2010; UNESCO, 2018). L'Italia, invece, figura tra i fanalini di coda in Europa, come confermato dal rapporto UNESCO-GEM 2023. Le agenzie internazionali evidenziano che questa lacuna mina il diritto all'informazione, alla salute e alla prevenzione delle nuove generazioni. Opinione pubblica e ostacoli politici Secondo un sondaggio Nomisma-Coop del 2025, il 70% degli italiani è favorevole all'introduzione dell'educazione sessuale e affettiva come materia obbligatoria. Tra i genitori, il consenso raggiunge il 91% (Save the Children & IPSOS, 2025). Tuttavia, ostacoli culturali e politici frenano l'attuazione di questi programmi. Gruppi conservatori e religiosi temono che l'educazione sessuale promuova modelli contrari ai loro valori. Il Parlamento italiano non ha mai approvato una legge in materia, spesso per il mancato accordo tra le forze politiche. L'assenza di un approccio sistemico resta, ad oggi, una delle principali carenze del sistema educativo italiano, con gravi ricadute sulla salute e sul benessere delle giovani generazioni. LISA IANNELLO

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