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Periodica Magazine: lo spazio per il dialogo aperto

Irritazione da assorbente

Irritazione da assorbente: cause, sintomi e come ridurre il fastidio

L’irritazione da assorbente può comparire durante le mestruazioni, soprattutto quando la pelle resta a lungo a contatto con materiali poco traspiranti, umidità, sfregamento o sostanze potenzialmente irritanti. Irritazione da assorbente: cause del fastidio  L’irritazione da assorbente è un fastidio che può manifestarsi con prurito, bruciore, rossore, sensibilità cutanea, gonfiore lieve o sensazione di pelle “che tira”. In molti casi è temporanea e migliora cambiando prodotto o modificando alcune abitudini. Quando però il problema si ripete a ogni mestruazione, diventa intenso o continua anche dopo la fine delle perdite, è utile approfondire. La zona vulvare è particolarmente sensibile e può reagire più facilmente a irritanti esterni, soprattutto in presenza di umidità, sfregamento o prodotti applicati sulla zona, o quando gli assorbenti utilizzati presentano profumi o agenti irritanti. Cos’è l’irritazione da assorbente Con irritazione da assorbente si indica una reazione cutanea che interessa soprattutto la vulva. A volte il problema riguarda la pelle esterna e nasce dal contatto prolungato con l’assorbente. Dal punto di vista dermatologico, può rientrare tra le forme di dermatite da contatto, che può essere irritativa o allergica. La dermatite irritativa si verifica quando la pelle viene stressata da attrito, umidità, sudore o sostanze aggressive. La dermatite allergica, invece, dipende da una reazione specifica a una sostanza, per esempio profumi, conservanti, adesivi o altre componenti presenti nel prodotto o nella biancheria. Un fastidio occasionale può dipendere da sfregamento, caldo o cambi poco frequenti. Se però prurito, bruciore o rossore tornano spesso, è importante non considerarli una parte inevitabile delle mestruazioni, e valutare di cambiare prodotti alla prima occasione. Scopri This Unique La tua box trimestrale di assorbenti in cotone Senza plastica a contatto con la pelle Senza profumi sintetici o cloro Più delicati durante le mestruazioni Abbonamento trimestrale €15,30 Tasse incluse Scopri la box –30% primo ordine Irritazione intima: sintomi più frequenti  L’irritazione intima da assorbente può presentarsi in modi diversi. I segnali più comuni includono: prurito vulvare; bruciore; rossore; pelle sensibile al tatto; sensazione di calore o sfregamento; fastidio quando si cammina o si sta sedute a lungo; peggioramento nelle giornate calde o con sudorazione; piccole aree arrossate o irritate nella zona di contatto con l’assorbente. Questi sintomi possono essere lievi e temporanei, ma non vanno banalizzati se diventano ricorrenti. Il prurito o il bruciore persistente possono avere anche altre cause, tra cui candidosi, vaginosi, dermatiti, allergie, infezioni o alterazioni del microbiota vaginale. Perché l’assorbente può irritare Sfregamento meccanico Una delle cause più comuni è lo sfregamento. L’assorbente resta a contatto con la pelle per diverse ore, se i bordi sono rigidi, se il prodotto si sposta, se la biancheria è stretta o se si cammina molto, la pelle può irritarsi. Umidità e scarsa traspirazione Durante le mestruazioni, la zona vulvare può restare più umida del solito. Se l’assorbente trattiene calore e umidità (soprattutto in giornate calde) o non permette una buona traspirazione, la pelle può diventare più fragile e reattiva. Profumi e sostanze potenzialmente irritanti Alcuni assorbenti o prodotti per l’igiene intima possono contenere profumi, lozioni, deodoranti o componenti pensati per dare una sensazione di freschezza. Tuttavia, la vulva non ha bisogno di prodotti profumati. Sensibilità individuale Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo. Un assorbente tollerato bene da una persona può risultare irritante per un’altra. La sensibilità può dipendere da predisposizione cutanea, dermatiti già presenti, variazioni ormonali, microbiota, sudorazione, tipo di biancheria o frequenza di cambio. Per questo non esiste un assorbente “giusto” in assoluto. Esiste però un criterio utile: scegliere prodotti con materiali chiari, in cotone biologico, delicati e privi di componenti non necessarie come profumi o altro. Cosa fare in caso di irritazione da assorbente La prima cosa utile è ridurre l’esposizione ai possibili irritanti. Può aiutare anche usare biancheria in cotone, evitare indumenti troppo stretti nei giorni di maggiore sensibilità e lavare la zona con acqua o detergenti delicati, senza eccedere con la detersione. Lavarsi troppo spesso o usare detergenti aggressivi può peggiorare secchezza e irritazione. Se l’irritazione compare sempre con lo stesso tipo di assorbente, può essere utile provare un prodotto diverso, preferibilmente senza profumi sintetici, senza plastica a contatto con la pelle e con materiali più traspiranti. Assorbenti delicati: cosa cercare in etichetta Quando si soffre di irritazione da assorbente, la scelta del prodotto può fare una differenza concreta. Alcuni elementi da valutare sono: materiale a contatto con la pelle; presenza o assenza di profumi sintetici; presenza o assenza di plastica nello strato superiore; certificazioni del cotone; traspirabilità; assorbenza adatta al proprio flusso; indicazioni di smaltimento; composizione del packaging. Gli assorbenti in cotone biologico possono essere una scelta interessante per chi cerca un prodotto più essenziale e delicato. Il cotone, soprattutto se certificato e usato nello strato a contatto con la pelle, può offrire una sensazione più morbida e ridurre la percezione di sfregamento rispetto ad alcuni materiali sintetici. Questo non significa che risolva ogni tipo di irritazione. Se la causa è un’infezione, una dermatite specifica o un’allergia, serve una valutazione professionale. Però, in caso di fastidi legati a sfregamento, sudore o scarsa traspirazione, scegliere materiali più delicati può essere un primo passo sensato. Come prevenire l’irritazione durante le mestruazioni La prevenzione passa da poche abitudini. Cambiare l’assorbente con regolarità è una delle più importanti, perché riduce il tempo di contatto con umidità e sangue mestruale. Anche scegliere l’assorbenza giusta conta: un assorbente troppo grande o spesso, se non necessario, può aumentare attrito e calore. Nei giorni di flusso più leggero, può essere utile usare formati meno ingombranti. Nei giorni di flusso più abbondante, invece, meglio scegliere un prodotto adeguato e cambiarlo prima che diventi scomodo. Irritazione da assorbente: prodotti consigliati Quando il fastidio è frequente, intenso o associato ad altri sintomi, è importante non procedere solo per tentativi. Un parere specialistico permette di distinguere una semplice irritazione da altre condizioni che richiedono attenzione. This Unique propone assorbenti in cotone biologico certificato, senza plastica, profumi sintetici o cloro, pensati per una routine mestruale più delicata e consapevole. Una scelta semplice, ma importante, soprattutto per chi durante le mestruazioni cerca comfort, traspirabilità e materiali più rispettosi della pelle. Scopri This Unique La tua box trimestrale di assorbenti in cotone Senza plastica a contatto con la pelle Senza profumi sintetici o cloro Più delicati durante le mestruazioni Abbonamento trimestrale €15,30 Tasse incluse Scopri la box –30% primo ordine FAQ sull’irritazione da assorbente Perché l’assorbente mi provoca irritazione? L’assorbente può irritare per sfregamento, umidità, scarsa traspirazione, profumi sintetici, materiali poco tollerati o cambi troppo poco frequenti. Anche la sensibilità individuale della pelle può incidere. Come capire se è irritazione da assorbente o infezione? Se il fastidio compare solo durante l’uso dell’assorbente e migliora cambiando prodotto, potrebbe trattarsi di irritazione da contatto. Se invece ci sono perdite anomale, odore intenso, dolore, prurito persistente o bruciore anche dopo le mestruazioni, è meglio chiedere un parere medico. Cosa fare se l’assorbente causa prurito? Può essere utile cambiare l’assorbente più spesso, scegliere prodotti senza profumi sintetici, usare materiali più traspiranti e detergenti delicati. Se il prurito persiste o ritorna spesso, meglio rivolgersi a una figura specializzata. Gli assorbenti in cotone biologico riducono l’irritazione? Possono aiutare alcune persone, soprattutto quando il fastidio è legato a sfregamento, sudore o materiali poco traspiranti. Non sostituiscono però una valutazione medica se l’irritazione è frequente, intensa o associata ad altri sintomi.  Quando preoccuparsi per l’irritazione intima? È consigliabile chiedere un parere se l’irritazione è ricorrente, molto dolorosa, associata a perdite anomale, cattivo odore, gonfiore, lesioni o se non migliora cambiando prodotto e abitudini. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica. In caso di prurito, bruciore, irritazione ricorrente, perdite anomale, dolore o sintomi che persistono anche dopo le mestruazioni, è consigliabile rivolgersi a una ginecologa, un ginecologo, un’ostetrica o una figura sanitaria specializzata.

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Grumi nel flusso mestruale: ecco cosa vogliono dirti

Grumi nel flusso mestruale: ecco cosa vogliono dirti

Il ciclo mestruale è una finestra sul nostro stato di salute fisica ed emotiva. Ogni cambiamento, ogni piccolo segnale che ci invia, merita attenzione e comprensione. Uno di questi segnali è la presenza di grumi nel flusso mestruale. Ma cosa vogliono dirci davvero? Cosa sono i grumi mestruali? I grumi mestruali sono coaguli di sangue che si formano quando il corpo cerca di fermare un’emorragia eccessiva. Durante le mestruazioni, il rivestimento dell’utero si sfalda e il sangue fluisce attraverso la cervice. Se il flusso è particolarmente abbondante o la cervice è leggermente chiusa, il sangue può coagulare prima di uscire. Cause comuni dei grumi mestruali In molti casi, la presenza di grumi è perfettamente normale, soprattutto nei giorni di flusso più intenso. Tuttavia, ci sono alcune condizioni che potrebbero aumentare la probabilità di trovare coaguli nel flusso mestruale: Squilibri ormonali: Un’eccessiva produzione di estrogeni o un’insufficienza di progesterone possono causare un ispessimento del rivestimento uterino, portando a un flusso più abbondante e coaguli. Fibromi uterini: Questi tumori benigni dell’utero possono causare sanguinamenti abbondanti e grumi. Endometriosi: La presenza di tessuto endometriale fuori dall’utero può provocare mestruazioni abbondanti e dolorose. Polipi uterini: Crescite anomale del tessuto endometriale possono causare sanguinamenti irregolari. Disturbi della coagulazione: Alcune condizioni possono influenzare la capacità del sangue di coagulare correttamente. Quando preoccuparsi? Se i grumi sono di dimensioni superiori a una moneta da 2 euro, se le mestruazioni sono particolarmente dolorose o se il flusso è talmente abbondante da richiedere un cambio di assorbente ogni ora, è consigliabile consultare un medico. È importante escludere eventuali patologie sottostanti con gli opportuni esami medici. Un messaggio dal corpo: trattenere ed elaborare In assenza di patologie o squilibri ormonali, la presenza di grumi nel flusso mestruale potrebbe anche avere un significato più sottile. La nostra energia e le nostre emozioni influiscono sul corpo e il ciclo mestruale è profondamente legato al nostro mondo interiore. I grumi potrebbero essere un segnale che stiamo trattenendo troppo: stress accumulato o la difficoltà nel "lasciar andare" situazioni o aspetti della nostra vita che non ci servono più. Come un percorso di coaching può aiutare Dopo aver escluso cause mediche, intraprendere un percorso di coaching può rivelarsi prezioso per lavorare su questi blocchi. Attraverso tecniche di ascolto, esplorazione e trasformazione, il coaching ti aiuta a: Riconoscere ciò che non ti serve più. Liberarti da schemi di pensiero limitanti. Accogliere il cambiamento con maggiore consapevolezza. Ristabilire un dialogo profondo con il tuo corpo. Prendersi cura di sé Oltre al coaching, prendersi cura del proprio corpo è fondamentale. Ecco alcuni suggerimenti: Alimentazione equilibrata: Privilegia cibi ricchi di ferro e vitamine per compensare le perdite di sangue. Idratazione: Bevi molta acqua per mantenere il corpo idratato. Rilassamento e movimento: Pratica attività rilassanti come lo yoga, la meditazione o semplicemente fai una passeggiata nella natura. Cosa hai bisogno di lasciare andare? I grumi mestruali non sono sempre motivo di preoccupazione, ma sono comunque segnali che meritano attenzione. Dopo aver escluso cause mediche, considera l’opportunità di guardare più in profondità. Forse il tuo corpo ti sta chiedendo di lasciare andare ciò che non serve più, di liberarti di vecchi pesi e di riscoprire una connessione più autentica con te stessa. PAOLA GHILARDINI

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Perché con l’assorbente interno il ciclo sembra finire prima?

Perché con l’assorbente interno il ciclo sembra finire prima?

Molte persone notano che usando un assorbente interno il ciclo sembra finire prima. In realtà non è così: il tampone non accorcia il ciclo, ma trattiene internamente il flusso, riducendo la percezione delle perdite. Negli ultimi giorni, quando il flusso è minimo, questa differenza è ancora più evidente. È importante ricordare che la durata biologica delle mestruazioni non cambia e che l’uso dei tamponi richiede sempre attenzione e rispetto delle regole di sicurezza.

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Il ciclo ti manda fuori di testa… o ti sta parlando?

Il ciclo ti manda fuori di testa… o ti sta parlando?

La sindrome che non esiste (ma colpisce milioni) C’è un intero alfabeto emotivo inscritto nel corpo mestruante. Il problema è che nessuno ci insegna a leggerlo. E finiamo per ridurre tutto il nostro potentissimo panorama interno ad un doloroso momento che prima passa meglio è. La fase mestruale, però, non è un incidente ciclico da tamponare: è un luogo psico-fisico in cui si concentrano segnali, tensioni, bisogni. Il corpo parla. A volte urla. Ma il problema non è il sintomo. È l’interpretazione. Le fasi non sono solo ormonali: sono onde di energia Il ciclo mestruale viene spesso ridotto a un grafico ormonale. Ma cosa succede se lo guardiamo come una danza energetica? La bioenergetica ci insegna che il corpo non è solo materia: è carica, flusso, espressione. Durante la fase follicolare, l’energia risale: la persona si apre, sente slancio, progettualità. È una fase di espansione naturale, in cui il corpo cerca espressione verso l’esterno. Nell’ovulazione, l’energia raggiunge il picco: c’è disponibilità, ma anche esposizione. Chi ha un assetto psicoemotivo fragile può sentirsi troppo visibile, troppo permeabile. La fase luteinica è quella della rielaborazione: l’energia torna verso l’interno. Se c'è un disallineamento tra ciò che desideri e ciò che stai vivendo, qui esplode. Infine, la fase mestruale: un reset bioenergetico. Il corpo scarica, si svuota, chiede silenzio. Non è debolezza: è rigenerazione attiva. Capire queste oscillazioni significa non reagire al ciclo, ma muoversi con lui.Ogni fase ha un suo potenziale psicoemotivo, se ci si permette di ascoltarlo. Non sei lunatica: sei ciclica Quando ci sintonizziamo su questi pattern, scopriamo che il ciclo non è un nemico ma un alleato evolutivo. Ci rende più capaci di cogliere segnali deboli, leggere dissonanze, prendere decisioni che rispettano il corpo. Secondo Frontiers in Psychology, fluttuazioni ormonali sono direttamente collegate a processi di autoregolazione emotiva e cognitiva. Il ciclo non “rovina l’umore”: lo riflette. Spesso, potenzia ciò che è già lì sotto traccia.  Educazione corporea è sostenibilità mentale Riconoscere le mestruazioni come guida interna significa smettere di trattarle come un’interferenza. È ecologia interiore.Così come scegliamo prodotti sostenibili per rispettare il pianeta, possiamo scegliere pratiche sostenibili per rispettare il nostro ritmo: Non solo tracciamento del flusso, ma mappatura delle energie Scegliere impegni, relazioni e posture in sintonia con le fasi Parlarne in terapia, nei gruppi, tra amiche: dare voce a un sapere ciclico che spesso resta sepolto nel corpo Conclusione: e se il sintomo fosse un alleato? Cosa succederebbe se cominciassimo a leggere i malesseri ciclici come chiamate all’allineamento? E se il corpo non ci stesse sabotando, ma semplicemente spingendo verso un modo più autentico di abitare il tempo? Forse la domanda giusta non è più “cosa mi sta succedendo”, ma “cosa mi sta chiedendo la mia energia, in questa fase?”Non è questione di controllo. È questione di contatto. LUCIA SCARANO

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Sonno e mestruazioni

Sonno e mestruazioni

Lo sapevi che il tuo ciclo mestruale potrebbe metterci lo zampino anche nella qualità del tuo sonno? Ebbene sì, non bastava il mal di pancia, la voglia di carboidrati, le montagne russe emotive e quel brufolo che arriva sempre nei momenti meno opportuni... ci si mette pure il sonno a fare i capricci!  Alcuni studi made in USA l (sì, quelli dove fanno anche i pancake a colazione e le ricerche su tutto!) hanno dimostrato che esiste un legame tra disturbi del sonno e ciclo mestruale. Il colpevole?  Le fluttuazioni ormonali che avvengono proprio in quei giorni: estrogeni e progesterone giocano a fare i DJ e remixano il ritmo del nostro sonno. Risultato? Sonno più leggero, interrotto, o peggio… la he classica notte in bianco mentre nella testa passa il replay di ogni conversazione imbarazzante degli ultimi 10 anni.  E questo, inevitabilmente, influisce sul nostro umore, sulla capacità di concentrazione, sull’irritabilità (che già non è al minimo storico), e sulla reattività agli stimoli esterni (tipo la collega che mastica forte o il partner che respira troppo vicino). Ma attenzione! Essere consapevoli di questi cambiamenti non significa farsi travolgere o pensare che il ciclo debba diventare una condanna mensile. Anzi! Comprendere come funzioniamo ci dà il potere di prenderci più cura di noi stesse. Magari durante quei giorni possiamo organizzare la giornata con un po’ più di gentilezza, scegliere attività meno stressanti, trovare dei rituali serali che concilino il sonno (no, non sto parlando di scrollare TikTok fino alle 2), e accogliere il nostro corpo per quello che è: ciclico, complesso, meraviglioso. In fondo, non possiamo fermare le onde ormonali... ma possiamo imparare a surfarle.   STELLA BRUGNETTA

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Le mestruazioni scombinano tutto? Tre rituali per restare con te.

Le mestruazioni scombinano tutto? Tre rituali per restare con te.

Ci sono giorni in cui tutto si fa più sottile: la pelle, l’umore, i confini. Giorni in cui basta poco per sentirsi esposte.Nei giorni delle mestruazioni, per molte persone, la sensibilità aumenta, l’energia cambia, il bisogno di protezione emerge. Eppure, la risposta sociale continua a essere: vai avanti, produci, ignora. Ma c’è un’altra possibilità: stare con ciò che c’è, anche quando è fragile.Questo articolo è un invito a coltivare gesti semplici, quasi invisibili, che aiutano a rimanere in contatto con sé nei momenti in cui il corpo non chiede forza, ma presenza.   Il corpo non è un contenitore, è un luogo Nella narrazione dominante, il corpo che mestrua è spesso vissuto come qualcosa da gestire, da ridurre al silenzio, da sopportare.Come se fosse un involucro da controllare, un mezzo per produrre, mai un luogo da abitare. Ma il corpo non è un contenitore passivo. È un luogo vivo, sensibile, responsivo.Un paesaggio che cambia, che sente, che comunica. Durante le mestruazioni, questo paesaggio si trasforma. Non è un errore, non è debolezza: è una fase naturale della nostra ciclicità. E come ogni fase, ha i suoi bisogni. Spesso invisibili, spesso taciuti. Ma reali. In quei giorni, non servono eroi. Serve un posto sicuro in cui stare. E quel posto può cominciare proprio da dentro. Rituali invisibili per restare presenti Nei giorni in cui ci sentiamo più esposte, non sempre servono grandi gesti. Spesso bastano micro-movimenti per iniziare a riabitare il corpo. Ecco tre rituali che non si vedono, ma si sentono: Portare attenzione al peso: sedersi e lasciare che il corpo affondi, che il bacino trovi la gravità. Farlo intenzionalmente aiuta il sistema nervoso a sentire che c’è una base. Che non dobbiamo trattenere tutto. Toccare la pelle: non per aggiustarla, ma per sentirla. Un palmo caldo sull’addome o sul petto. Non per calmare, ma per riconoscere: “Sono qui. Mi sento.” Lasciare il fiato libero: non forzare la respirazione, ma osservarla. Quando il corpo è in tensione, il respiro si accorcia. A volte, basta accorgersene per iniziare a sciogliere. Questi sono gesti minimi, ma profondamente regolativi. Non servono per “stare meglio”, ma per stare in contatto. Il rifugio interno è una memoria del sistema nervoso Quando il corpo mestrua, il sistema nervoso autonomo – in particolare il ramo parasimpatico – può diventare più attivo. È fisiologico. È parte del nostro design. Nei giorni mestruali, molte persone notano una maggiore sensibilità, una diminuzione della soglia di tolleranza agli stimoli, una necessità aumentata di protezione. Non è solo psicologia. È biologia. E soprattutto è relazione. Il bisogno di “rifugio” è iscritto nei nostri tessuti fin dall’inizio della vita. Il sistema nervoso cerca contenimento e co-regolazione: qualcuno (o qualcosa) che ci faccia sentire al sicuro. Se non possiamo riceverlo da fuori, possiamo iniziare a offrirlo da dentro. Attraverso il corpo, attraverso rituali che ricordano al sistema che siamo presenti. Che non lo stiamo lasciando solo nel sentire. Sentirsi a casa, allora, non è una conquista mentale. È una memoria corporea che possiamo risvegliare.   Le mestruazioni possono essere un portale. Non perché ci rendono più "spirituali", ma perché ci rendono più nude. E nella nudità possiamo imparare a fare spazio, non solo al dolore, ma anche alla presenza. Qual è il tuo modo di farti tana, quando tutto chiede che tu stia fuori da te?   LUCIA SCARANO

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Alimentazione e ciclo mestruale: una guida pratica e semplice

Alimentazione e ciclo mestruale: una guida pratica e semplice

Quando parliamo il ciclo mestruale, non possiamo non menzionare come l’alimentazione possa influenzare il benessere personale durante le diverse fasi del ciclo.  Un'alimentazione consapevole non solo può alleviare i sintomi del ciclo, ma può anche migliorare lo stato d'animo e la quantità di energia percepita.  Ogni fase presenta cambiamenti ormonali che influenzano il corpo e la mente, rendendo fondamentale un approccio nutrizionale mirato. In questa guida esploreremo come adattare la propria dieta per supportare il corpo in ogni fase del ciclo mestruale, fornendo suggerimenti pratici e informazioni utili. Mestruazioni (Giorni 1-5) Durante questa fase, viene eliminato lo strato più superficiale dell’endometrio e si verifica la classica perdita di sangue.  Questo può portare a sintomi come affaticamento, crampi, dolori e sbalzi d'umore.  È fondamentale, quindi, fornire al proprio corpo nutrienti essenziali per sostenere il benessere fisico e mentale. Cosa mangiare? Alimenti ricchi di ferro: durante il ciclo, con il sanguinamento, si perde ferro, dunque è importante reintegrarlo.  Fonti ottimali includono carne magra, come manzo e pollo, pesce, legumi, come lenticchie e fagioli, verdure a foglia verde, come spinaci e bietole, e semi di zucca (Mireles et al., 2019). Abbinare questi alimenti con fonti di vitamina C, come agrumi o peperoni, può migliorare l'assorbimento del ferro. Cibi ricchi di magnesio, possono aiutare a ridurre i crampi mestruali. Banane, noci, semi di girasole e cioccolato fondente ne sono ottime fonti (Wang et al., 2016). Cibi fermentati, come yogurt, kefir e kombucha, promuovono la salute intestinale, riducendo le possibilità di infezioni da lieviti, e possono migliorare l'umore grazie alla connessione intestino-cervello (Gibson et al., 2017). Mantenere un'adeguata idratazione (almeno 2 litri) è cruciale, infatti aiuta a migliorare la concentrazione e a mantenere alti i livelli di energia, oltre a ridurre l’eventualità di cefalea da disidratazione, uno dei sintomi in cui si può incorrere durante le mestruazioni. Bere acqua, tisane a base di erbe e assumere alimenti come anguria e cetriolo possono alleviare il gonfiore e migliorare l'umore (González-Muñoz et al., 2021). Cosa evitare? Cibi salati, ricchi di sodio, insaccati e formaggi possono contribuire al gonfiore, alla ritenzione idrica e all'irritabilità, peggiorando il discomfort (He et al., 2013) Cibi zuccherati possono portare a picchi glicemici seguiti da crolli di energia, aumentando la sensazione di affaticamento. Uno studio ha evidenziato che l'assunzione elevata di zuccheri semplici può essere associata a umore instabile e ansia (Benton et al., 2009). Fase follicolare (Giorni 6-14) Durante questo periodo, i livelli di estrogeni iniziano a salire, portando a un aumento dell'energia e della vitalità.  Il corpo è più ricettivo ai nutrienti e alla salute generale. Cosa mangiare? Proteine magre, come pollo, pesce, uova e legumi, sostengono la produzione di ormoni e forniscono energia (Coyle et al., 2020). Frutta e verdura, ricche di antiossidanti, vitamine, fibre e sali minerali, possono aiutare a ridurre l'infiammazione e a migliorare l'umore (Boeckner et al., 2017). Acidi grassi omega-3, poiché sono particolarmente benefici per la salute ormonale.  Includere avocado, noci, semi di lino e pesce grasso (come salmone e sgombro) nella dieta può aiutare a ridurre l'infiammazione e migliorare l'umore. Cereali integrali, come quinoa e riso integrale, ricchi di fibre, stabilizzano i livelli di zucchero nel sangue e forniscono energia a lungo termine (Liu et al., 2018). Cosa evitare? L’alcol, infatti, può alterare i livelli ormonali e influenzare negativamente il sonno e l'umore. Ricerche hanno dimostrato che il consumo eccessivo di alcol è associato a squilibri ormonali e a una maggiore vulnerabilità ai sintomi premestruali (Mäkelä et al., 2016). Cibi fritti, spesso ricchi di grassi trans e saturi, possono aumentare l'infiammazione e influenzare negativamente i livelli di energia e la salute mentale (Mozaffarian et al., 2006). Ovulazione (Giorni 15-17) L'ovulazione è il momento culminante del ciclo mestruale, quando un ovulo viene rilasciato dall'ovaio. Durante questa fase molte ragazze possono sperimentare un picco di energia e una maggiore libido. È importante sfruttare questo periodo favorevole con una dieta ideale per prendersi cura di sé stesse.  Cosa mangiare? Proteine magre, come pollo, pesce, uova e legumi, sostengono la produzione di ormoni e forniscono energia (Coyle et al., 2020). Alimenti ricchi di omega-3: pesce grasso, come salmone e sgombro, semi di lino e noci supportano l’equilibrio ormonale e possono migliorare l’umore (Bistrian et al., 2015). Cibi ricchi di zinco: questo è importante per la salute ormonale e può essere trovato in alimenti come semi di zucca, legumi e noci.  Integrare questi alimenti nella dieta può supportare la funzione immunitaria durante questo periodo. Alimenti ricchi di antiossidanti, come noci, verdure colorate, frutti di bosco, fragole e kiwi, ricchi anche di vitamine e minerali essenziali, aiutando a rinforzare il sistema immunitario combattendo lo stress ossidativo nel corpo.  Questi alimenti, poi, possono contribuire a una pelle sana e a una buona salute riproduttiva. (Chun et al., 2021). Cosa evitare? Cibi elaborati, che spesso contengono additivi e conservanti che possono influenzare negativamente la salute intestinale e l'umore. La presenza di ingredienti artificiali è stata associata a disordini gastrointestinali e a una peggiore salute mentale (Benton, 2010). Cibi con alti contenuti di zucchero possono provocare fluttuazioni dei livelli di energia e influenzare negativamente l'umore (Fisher et al., 2019). Fase luteale (Giorni 18-28) Dopo l'ovulazione, il corpo entra nella fase luteale, gli estrogeni iniziano a calare, mentre i livelli di progesterone aumentano. Questa fase può portare a voglie alimentari e sintomi premestruali, come gonfiore, irritabilità e crampi, ed è fondamentale adottare strategie nutrizionali per alleviare questi sintomi. Cosa mangiare? Alimenti ricchi di fibre, come legumi, verdure a foglia verde e cereali integrali, supportano la digestione e possono aiutare a ridurre il gonfiore (Slavin, 2013). Alimenti ricchi di magnesio, attraverso le sue proprietà rilassanti, possono aiutare a ridurre i crampi mestruali.  Cioccolato fondente, banane, semi di girasole e spinaci ne sono ottime fonti. Cibi dalle proprietà antinfiammatorie, come curcuma, zenzero e tè verde, possono aiutare a combattere l'infiammazione nel corpo.  Alimenti ricchi di omega-3, come noci, mandorle e semi di Chia, forniscono grassi sani e proteine, utili per stabilizzare l'umore e l'energia (Dreher et al., 2018). Cibi integrali e complessi, come patate dolci, avena, quinoa e riso integrale, aiutano a mantenere i livelli di energia stabili e possono alleviare le voglie di zucchero (Pérez-Jiménez et al., 2010).  Cosa evitare? Zuccheri raffinati: limitando dolci e carboidrati semplici, infatti, si può aiutare a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue ed evitare picchi glicemici che possono influenzare negativamente l'umore, aumentando irritabilità e voglie alimentari (Duncan et al., 2012). Caffeina, che può aumentare l'ansia e la sensibilità agli sbalzi d'umore. Un’assunzione elevata di caffeina può aggravare i sintomi premestruali, aumentando l'irritabilità e l'insonnia (Smith et al., 2013). Consigli generali Oltre a seguire una dieta equilibrata in base alle fasi del ciclo mestruale, ci sono alcuni consigli generali che possono migliorare il benessere complessivo: Ascoltare il proprio corpo, poiché ogni donna è unica: è importante, quindi, prestare attenzione a come certi alimenti ci fanno sentire e a cosa proviamo in quel preciso momento, adattando la propria alimentazione di conseguenza.  Mantenere un diario alimentare: annotare ciò che si mangia e come ci si sente durante le diverse fasi del ciclo. Questo aiuterà a identificare cosa funziona meglio per il proprio corpo. Prendersi cura di sé stessi, cercando di includere attività fisica regolare e pratiche di rilassamento, mindfulness e gestione dello stress, come lo yoga o la meditazione, per sostenere il proprio benessere generale (Rogers et al., 2016). Sonno sufficiente, infatti un buon riposo notturno è essenziale per il recupero fisico e mentale. Stabilendo una routine del sonno regolare è possibile garantire un riposo adeguato. Conclusione L'alimentazione, quindi, può avere un impatto significativo sul modo in cui ci si sente durante il ciclo mestruale. Seguendo questi consigli e adattando la dieta alle diverse fasi, è possibile migliorare il proprio benessere fisico e mentale. Bisogna ricordare che il corpo merita di essere trattato con cura e attenzione in ogni fase del ciclo. Fare delle scelte alimentari consapevoli, dunque, fa effettivamente la differenza! Scritto da Lorenzo Ciol       Risorse: Bistrian, B. R., et al. (2015). The role of omega-3 fatty acids in the health of women. Journal of Women's Health, 24(6), 509-516. Boeckner, L., et al. (2017). The role of antioxidants in women’s health: implications for dietary recommendations. Nutrition Reviews, 75(8), 600-612. Chun, O. K., et al. (2021). Dietary antioxidants and the prevention of chronic diseases: what do we know? Annual Review of Nutrition, 41, 313-336. Coyle, D. R., et al. (2020). Nutritional strategies to optimize the performance of female athletes. Sports Medicine, 50(1), 27-38. Dreher, M. L., et al. (2018). Whole fruits and fruit fiber emerging health effects. Nutrients, 10(9), 1235. Gibson, G. R., et al. (2017). The role of the gut microbiome in the regulation of mood and behavior. Psychological Medicine, 47(3), 470-479. González-Muñoz, M. J., et al. (2021). The importance of hydration in women’s health: the role of water and dietary fluids. Nutrients, 13(4), 1203. Liu, Y., et al. (2018). Whole grain consumption and risk of chronic diseases: a systematic review and meta-analysis. 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Disforia premestruale

Disforia premestruale

Il Disturbo Disforico Premestruale (DDPM) non è un'improvvisa "giornata no" o una fluttuazione emotiva, ma una realtà clinica che merita rispetto e attenzione. Non basta liquidare i tuoi sintomi come normali variazioni ormonali: il DDPM è un disturbo che incide profondamente sulla vita quotidiana. Ed è ora di parlarne! Cos'è il DDPM? Il DDPM rappresenta una forma severa di sintomatologia premestruale. Non si tratta di semplici sbalzi d’umore, ma di una serie di sintomi che possono includere: Sintomi emotivi: Ansia, irritabilità, tristezza e intensi sbalzi d’umore Sintomi fisici: Dolori, gonfiore e fastidi che si affiancano al disagio emotivo Sintomi comportamentali: Comportamenti e reazioni che alterano il normale svolgimento della vita quotidiana La diagnosi si basa su criteri specifici (come quelli riportati nel DSM-5) e richiede che i sintomi compromettano in modo significativo il funzionamento quotidiano. È importante notare che il DDPM è stato ufficialmente riconosciuto come disturbo depressivo nel DSM-5 nel 2013. Un Retaggio di Stereotipi Studi recenti indicano che il DDPM colpisce circa il 3-8% delle donne in età fertile. (sigo.it) In Italia, si stima che la percentuale di donne affette in modo serio da questo disturbo vari dal 2% al 10%. (stateofmind.it).Queste cifre evidenziano quindi  l'importanza di riconoscere e trattare adeguatamente il DDPM. MA, per troppo tempo, la salute femminile è stata interpretata in maniera riduttiva. La medicina tradizionale ha spesso liquidato il malessere premestruale come "instabilità emotiva naturale", contribuendo a: Minimizzare il disagio: Riducendo esperienze di sofferenza a mere variazioni ormonali Legittimare stereotipi: Etichettare le donne come "troppo emotive" o "instabili", influenzando il modo in cui l3 professionist3 interpretano i sintomi Ritardare la diagnosi: La difficoltà nel distinguere tra normali variazioni d’umore e il DDPM porta a diagnosi tardive o errate Questo retaggio, fortemente radicato in un sistema medico tradizionale, continua a frenare la corretta interpretazione e gestione del disturbo. Le Lacune della Gestione Clinica Le testimonianze di chi convive con il DDPM rivelano una costante invalidazione dei sintomi. Le cause principali? Dismissione dei sintomi: Troppo spesso i segnali di disagio vengono interpretati come “normali” fluttuazioni, senza riconoscere la loro gravità Aggiornamento insufficiente de3 professionist3: Molt3 medic3  non hanno ricevuto la formazione necessaria per riconoscere il DDPM, lasciando chi soffre senza il giusto supporto Comunicazione superficiale: La mancanza di un dialogo empatico porta a una banalizzazione del malessere, alimentando il senso di isolamento È necessario superare queste lacune per garantire una gestione clinica che riconosca la complessità del disturbo. Verso un Approccio Migliore Per affrontare il DDPM con il rispetto e l’attenzione che merita, occorre un cambiamento su più fronti: Aggiornamento della formazione medica: Investire nella formazione specifica sulla salute femminile, per integrare le ultime evidenze scientifiche nel trattamento del DDPM Ricerca e linee guida aggiornate: Potenziare la ricerca per definire meglio i criteri diagnostici e sviluppare interventi mirati che considerino sia gli aspetti biologici che quelli psicosociali Approccio multidisciplinare: Integrare supporti farmacologici, psicologici e nutrizionali per una presa in carico completa e personalizzata del disturbo Sensibilizzazione e comunicazione: Promuovere una cultura del rispetto e dell’ascolto attento, abbattendo i pregiudizi e riducendo lo stigma associato al malessere femminile Conclusioni Il DDPM non è un’etichetta facile per chiudere il discorso sul tuo malessere. Se il tuo malessere è stato sempre sminuito, è merito di chi ha scelto l’indifferenza al posto di una vera comprensione della salute femminile. Non basta una diagnosi frettolosa o risposte standardizzate: è il momento di esigere un approccio che guardi in faccia la complessità della tua esperienza. Se la banalizzazione è la via facile per chi preferisce non mettersi in discussione, tu hai il diritto – e il dovere – di non accettarla. Anche basta con queste risposte patinate e soluzioni pronte: il cambiamento inizia ora, con la tua consapevolezza e la tua determinazione a non essere messa in secondo piano.  È il momento di scuotere un sistema che da troppo tempo si nasconde dietro stereotipi obsoleti.  Oggi, la ricerca sul DDPM sta finalmente guadagnando terreno. Dal 2013, sono stati pubblicati oltre 500 studi scientifici, e gli investimenti nella ricerca sul disturbo continuano a crescere, con progetti mirati a comprendere meglio le sue cause biologiche e psicologiche. Ad esempio, studi recenti si concentrano su trattamenti più mirati, tra cui terapie farmacologiche specifiche e approcci psicoterapeutici. Tuttavia, nonostante questi progressi, le lacune nelle linee guida e nella diagnosi rimangono ancora significative. Per questo, è essenziale continuare a promuovere ricerca e formazione medica per garantire una gestione più adeguata e rispettosa del disturbo.   LUCIA SCARANO

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Ovulazione: che cosa si cela davvero dietro a ciò?

Ovulazione: che cosa si cela davvero dietro a ciò?

L’ovulazione è un evento fondamentale del ciclo mestruale, biologicamente affascinante e spiritualmente intimo: si assiste a un vero e proprio “momento di rinascita”, nel quale il corpo si prepara all’eventuale possibilità di generare vita. Non si tratta di un semplice passaggio riproduttivo: si realizza, invece, una sinfonia orchestrata da ormoni e da segnali cellulari che influenzano sia il benessere fisico che quello emotivo. Come il ciclo mestruale, il momento dell'ovulazione può variare da ciclo a ciclo e differire da persona a persona. La ricerca indica che l'ovulazione si verifica in genere circa 500 volte nella vita ed è influenzata da diversi e personali fattori.   Che cosa accade di preciso durante l’ovulazione? Il ciclo mestruale, con la conclusione delle mestruazioni, inizia con la fase follicolare, durante la quale vari follicoli, ossia delle piccole sacche piene di liquido contenenti ciascuno un ovocita, si sviluppano nelle ovaie grazie all’influenza dell’ormone follicolo-stimolante (FSH). Tra questi, solitamente solo uno compie l’intero percorso di sviluppo e, al raggiungimento della propria maturità, al 14° giorno, si registra un picco dell’ormone luteinizzante (LH), che induce la rottura di questo follicolo maturo. Così nasce l’ovulo, che viene catturato dalle tube di Falloppio e trasportato lungo queste fino a incontrare uno spermatozoo per generare assieme uno zigote. Se avviene la fecondazione, lo zigote darà inizio a una nuova vita; in caso contrario, il corpo luteo – la struttura residua del follicolo rotto – e l’ovulo si degraderanno, portando al calo dei livelli ormonali e all’avvio del flusso mestruale. Questo delicato e, al tempo stesso, movimentato equilibrio tra FSH, LH, estrogeni e progesterone, è alla base della fertilità e influenza in modo significativo il benessere generale.   Perché si dice che gli ormoni “ballano”? Durante l’ovulazione, i livelli di estrogeni salgono e i livelli di progesterone iniziano a salire, generando una serie di effetti che vanno ben oltre la preparazione per la fecondazione. Si sperimenta un aumento dell’energia, un miglioramento dell’umore e persino un incremento della libido. Si tratta del risultato diretto dell’azione degli ormoni sul sistema nervoso, che viene modulato attraverso il rilascio di neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina, strettamente legati alle sensazioni di felicità ed energia. Ognuno sperimenta questo periodo in maniera puramente personale: chi riscontra elevata energia, chi maggiore autostima e chi una più naturale inclinazione alla socialità. Questo momento, quindi, si rivela particolarmente favorevole per partecipare a incontri decisivi o affrontare attività complesse, grazie all'armonia tra vigore fisico ed emotivo.   Cosa dice il corpo? L’ovulazione porta con sé una serie di sintomi fisici, tra i quali si possono riscontrare: Dolore o fastidio ovulatorio su un lato dell’addome nel giorno in cui l’ovulo viene rilasciato. Questo segnale, sebbene di solito breve, indica il momento della rottura del follicolo. Spotting ovulatorio, in alcuni casi, infatti, la rottura del follicolo può causare un leggero sanguinamento, che generalmente non è motivo di allarme. Cambiamenti nel muco cervicale, poiché diventa più chiaro, elastico e abbondante, creando un ambiente favorevole per il transito degli spermatozoi. Sensibilità e tensione al seno, provocate dall’aumento dei livelli degli ormoni. Variazioni della temperatura corporea, in cui è possibile riscontrare un leggero aumento della temperatura basale dopo l’ovulazione, dovuto all’azione termogenica del progesterone. Questi sintomi sono il riflesso di un complesso sistema ormonale che lavora in sinergia per preparare il corpo a una potenziale fecondazione.   Perché l’ovulazione è così importante? L’ovulazione non è solo fondamentale per la fertilità, ma è anche un indicatore dello stato di salute del sistema endocrino e, di conseguenza, dell’intero organismo. I cambiamenti ormonali che la accompagnano contribuiscono a mantenere l’equilibrio del corpo, influenzandone il metabolismo, l’umore e, persino, il funzionamento del sistema immunitario. Ad esempio, i livelli elevati di estrogeni durante l’ovulazione possono aiutare a migliorare la circolazione sanguigna e a favorire una risposta immunitaria più efficace. Allo stesso tempo, il progesterone, che aumenta nella fase post-ovulatoria, ha effetti calmanti e stabilizzanti, contribuendo a un senso di benessere e a una migliore qualità del sonno.   Uno sguardo olistico all’ovulazione Oltre agli aspetti puramente biologici, l’ovulazione ha un impatto significativo anche sulla sfera emotiva e psicologica. Durante questo periodo c’è una palpabile sensazione di “rinnovamento”, come se il corpo e la mente si preparassero a una nuova fase personale. Questa esperienza di rinascita mensile può essere vista come un invito a celebrare la propria persona e la propria femminilità, valorizzando ogni segnale che il corpo può inviare. Non si tratta, quindi, solo di eventualmente “essere fertili”, ma di comprendere come il corpo lavori in armonia per mantenere un personale equilibrio dinamico che comunica attraverso emozioni, energia e benessere quotidiano.LORENZO CIOL

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