Periodica Magazine: lo spazio per il dialogo aperto
Check prevenzione da fare dopo i 30 anni
Check-up di Prevenzione Donna dopo i 30 anni Check-up di prevenzione donna dopo i 30 anni Tutti gli esami da fare, quando farli e dove prenotarli — organizzati per specialista. Dal ginecologo/a Esame / Test Specialista Frequenza Cos'è / Cosa comporta Dove prenotare Protegge / segnala Pap test o HPV test Ginecologo/a Ogni 3 anniDa 25 anni; cruciale dopo i 30 Prelievo di cellule dalla cervice uterina (Pap test) o ricerca del virus HPV. Indolore, dura pochi secondi. L'HPV test è più sensibile e preferito dopo i 30 anni. → SSN gratuito CUP regionale, ambulatori ginecologici privati, consultori familiari Tumore cervicale HPV Displasie Visita ginecologica Ginecologo/a Ogni anno Visita clinica completa dell'apparato genitale femminile: esame speculare, palpazione addominale, valutazione ciclo mestruale e sintomi. CUP / SSN, ambulatori privati, consultori familiari Patologie uterine Infezioni Endometriosi Ecografia pelvica Ginecologo/a Ogni 1-2 anni Ecografia transvaginale o addominale per visualizzare utero e ovaie. Spesso inclusa nella visita ginecologica oppure prescritta separatamente. Centri diagnostici, radiologie, ambulatori ginecologici — con impegnativa SSN Cisti ovariche Fibromi Tumori uterini PCOS Dal senologo/a o radiologo/a Esame / Test Specialista Frequenza Cos'è / Cosa comporta Dove prenotare Protegge / segnala Visita senologica + ecografia mammaria Senologo/aRadiologo/a Ogni annoMammografia da 40-45 anni (SSN da 45) Visita clinica del seno seguita da ecografia mammaria. Dopo i 40-45 anni si aggiunge la mammografia (radiografia). Il ginecologo può prescriverle ma le esegue uno specialista separato o un centro diagnostico. → Screening SSN Centri senologici, radiologie diagnostiche, ospedali convenzionati Tumore al seno Cisti Fibroadenomi Dal medico di base Esame / Test Specialista Frequenza Cos'è / Cosa comporta Dove prenotare Protegge / segnala TSH (tiroide) Medico di base Ogni 2-3 anniPrima se sintomi (stanchezza, peso, umore) Semplice prelievo di sangue che misura il livello dell'ormone TSH per valutare la funzionalità della tiroide. Si prescrive con normale ricetta del medico. Laboratorio analisi con impegnativa SSN (gratuito o ticket ridotto) Ipotiroidismo Ipertiroidismo Tiroidite di Hashimoto Vitamina D e ferritina Medico di base Ogni annoCarenze frequentissime nelle donne Prelievo del sangue per misurare i livelli di Vitamina D (fondamentale per ossa e immunità) e ferritina (riserva di ferro). Entrambe le carenze sono molto comuni e spesso asintomatiche. Laboratorio analisi con impegnativa SSN Anemia sideropenica Osteoporosi Immunodepressione Check generali Esame / Test Specialista Frequenza Cos'è / Cosa comporta Dove prenotare Protegge / segnala Pressione arteriosa Medico di baseFarmacia Ogni 1-2 anni Misurazione non invasiva con sfigmomanometro. Rapida e gratuita. Utile farlo anche a casa con un misuratore se c'è familiarità per ipertensione. Farmacia (gratuita), medico di base, alcune palestre e centri benessere Ipertensione Ictus Infarto Colesterolo e glicemia Medico di base Ogni 3 anniPrima se familiarità per diabete o cuore Esami del sangue (a digiuno) per misurare il profilo lipidico (LDL, HDL, trigliceridi) e la glicemia. Fondamentali per valutare il rischio cardiovascolare e metabolico. Laboratorio analisi con impegnativa SSN Diabete tipo 2 Malattie cardiovascolari Sindrome metabolica Emocromo completo Medico di base Ogni 2 anni Analisi del sangue completa che misura globuli rossi, bianchi e piastrine. Uno degli esami più informativi sullo stato di salute generale. Richiede semplice prelievo a digiuno. Laboratorio analisi con impegnativa SSN Anemia Infezioni Leucemia Problemi immunitari Controllo nevi Dermatologo/a Ogni anno Visita dermatoscopica con strumento ottico (dermatoscopio) che permette di analizzare ogni neo in dettaglio. Indolore, dura 15-20 minuti. Fondamentale d'estate o dopo esposizioni intense. Dermatologo CUP/SSN o privato, centri dermatologici specializzati Melanoma Tumori della pelle Basalioma Visita oculistica Oculista Ogni 2 anni Valutazione completa della vista, misurazione della pressione oculare e fondo dell'occhio. Importante anche se non si usano occhiali — molte patologie sono asintomatiche agli inizi. Oculista CUP/SSN, centri ottici convenzionati, ambulatori privati Glaucoma Degenerazione maculare Cataratta precoce Visita dentistica Dentista Ogni 6-12 mesi Visita di controllo + pulizia professionale (igiene orale). La salute del cavo orale è collegata alla salute cardiovascolare e immunitaria generale. Non rimandare! Studio dentistico privato o SSN (liste spesso lunghe); alcune università offrono tariffe ridotte Carie Parodontite Tumori cavo orale ℹ️ Le frequenze indicate sono linee guida generali. Consulta sempre il tuo medico di base o specialista per un piano personalizzato. I link al SSN rimandano ai portali informativi ufficiali — la prenotazione avviene tramite il CUP della tua regione.
Saperne di piùSono in perimenopausa? 5 segnali che molte donne non riconoscono
Nebbia mentale, sonno spezzato, umore instabile, stanchezza diversa dal solito: e se non fosse solo stress? I 5 segnali precoci della perimenopausa che molte donne non riconoscono.
Saperne di piùCarenza di ferro: come aumentarlo con l’alimentazione (soprattutto in soggetti vegetariani e vegani)
Ti senti spesso stanca, con poca energia e affaticata dopo un minimo sforzo? Potrebbe non essere solo colpa dello stress o della mancanza di sonno: una carenza di ferro è molto più comune di quanto pensi, soprattutto nelle donne in età fertile, a causa delle perdite durante la fase mestruale del ciclo. Difatti il ferro sostiene energia e benessere fisico, ma è un minerale che si esaurisce facilmente. La buona notizia? Con alcune scelte mirate a tavola puoi davvero fare la differenza senza ricorrere subito agli integratori. Il ferro partecipa ai processi di sintesi di energia, sostiene muscoli e cervello, supporta il sistema immunitario ed è un componente fondamentale dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che porta ossigeno dai polmoni a tutto il corpo. La sua carenza può quindi generare stanchezza, pallore, difficoltà di concentrazione e calo delle prestazioni fisiche. Sebbene molte persone associno il ferro solo alla carne rossa, esistono molte fonti vegetali ricche di questo minerale. Tra queste vi sono: legumi, le verdure a foglia verde come spinaci, bietole e cavolo nero; cereali integrali; derivati della soia come tofu e tempeh; semi e frutta secca. Il problema degli alimenti vegetali non è la quantità di ferro, ma la sua biodisponibilità. Il ferro non-eme, tipico dei cibi vegetali, viene assorbito meno facilmente rispetto al ferro-eme degli alimenti animali e ha bisogno di co-fattori, come la vitamina C, per essere utilizzato in modo efficace. Inoltre, molti alimenti vegetali contengono antinutrienti che bloccano od ostacolano ulteriormente l’assorbimento : i fitati presenti in legumi e cereali integrali, gli ossalati tipici delle verdure a foglia verde, il calcio , dei latticini, ed i polifenoli di tè, caffè e cacao. Per vegetariani e vegani, massimizzare l’assorbimento del ferro non-eme è fondamentale. Ma cosa dovete fare? La strategia principale è abbinare sempre gli alimenti a cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, peperoni o pomodori, che ne aumenta l’assimilazione. Abbinamenti perfetti sono spinaci con il succo di limone, lenticchie al sugo di peperoni oppure quinoa con tofu e pomodorini. Riducete gli inibitori durante i pasti principali, come tè, caffè, cacao e alimenti ricchi di calcio, consumando lontano dai pasti principali. Le tecniche come ammollo dei legumi e fermentazione della soia migliorano ulteriormente la biodisponibilità del ferro.Infine, alternate diverse fonti vegetali e consumate più porzioni al giorno per soddisfare il fabbisogno quotidiano. Aumentare il ferro non significa stravolgere la dieta, ma semplicemente capire quali combinazioni alimentari funzionano davvero. Con piccoli accorgimenti quotidiani puoi evitare la stanchezza cronica, prevenire carenze future e sostenere la tua energia in modo naturale. Ricorda: non tutto il ferro è uguale e imparare ad assorbire al meglio è la vera chiave per prevenire i deficit. Tuttavia, se sospetti una carenza, non affidarti al caso: un semplice esame del sangue può confermare i livelli di ferro e guidarti verso la soluzione più adatta, che sia una strategia alimentare mirata o un’integrazione sotto controllo medico quando l’alimentazione non basta. FRANCESCA ORLANDI
Saperne di piùGrumi nel flusso mestruale: ecco cosa vogliono dirti
Il ciclo mestruale è una finestra sul nostro stato di salute fisica ed emotiva. Ogni cambiamento, ogni piccolo segnale che ci invia, merita attenzione e comprensione. Uno di questi segnali è la presenza di grumi nel flusso mestruale. Ma cosa vogliono dirci davvero? Cosa sono i grumi mestruali? I grumi mestruali sono coaguli di sangue che si formano quando il corpo cerca di fermare un’emorragia eccessiva. Durante le mestruazioni, il rivestimento dell’utero si sfalda e il sangue fluisce attraverso la cervice. Se il flusso è particolarmente abbondante o la cervice è leggermente chiusa, il sangue può coagulare prima di uscire. Cause comuni dei grumi mestruali In molti casi, la presenza di grumi è perfettamente normale, soprattutto nei giorni di flusso più intenso. Tuttavia, ci sono alcune condizioni che potrebbero aumentare la probabilità di trovare coaguli nel flusso mestruale: Squilibri ormonali: Un’eccessiva produzione di estrogeni o un’insufficienza di progesterone possono causare un ispessimento del rivestimento uterino, portando a un flusso più abbondante e coaguli. Fibromi uterini: Questi tumori benigni dell’utero possono causare sanguinamenti abbondanti e grumi. Endometriosi: La presenza di tessuto endometriale fuori dall’utero può provocare mestruazioni abbondanti e dolorose. Polipi uterini: Crescite anomale del tessuto endometriale possono causare sanguinamenti irregolari. Disturbi della coagulazione: Alcune condizioni possono influenzare la capacità del sangue di coagulare correttamente. Quando preoccuparsi? Se i grumi sono di dimensioni superiori a una moneta da 2 euro, se le mestruazioni sono particolarmente dolorose o se il flusso è talmente abbondante da richiedere un cambio di assorbente ogni ora, è consigliabile consultare un medico. È importante escludere eventuali patologie sottostanti con gli opportuni esami medici. Un messaggio dal corpo: trattenere ed elaborare In assenza di patologie o squilibri ormonali, la presenza di grumi nel flusso mestruale potrebbe anche avere un significato più sottile. La nostra energia e le nostre emozioni influiscono sul corpo e il ciclo mestruale è profondamente legato al nostro mondo interiore. I grumi potrebbero essere un segnale che stiamo trattenendo troppo: stress accumulato o la difficoltà nel "lasciar andare" situazioni o aspetti della nostra vita che non ci servono più. Come un percorso di coaching può aiutare Dopo aver escluso cause mediche, intraprendere un percorso di coaching può rivelarsi prezioso per lavorare su questi blocchi. Attraverso tecniche di ascolto, esplorazione e trasformazione, il coaching ti aiuta a: Riconoscere ciò che non ti serve più. Liberarti da schemi di pensiero limitanti. Accogliere il cambiamento con maggiore consapevolezza. Ristabilire un dialogo profondo con il tuo corpo. Prendersi cura di sé Oltre al coaching, prendersi cura del proprio corpo è fondamentale. Ecco alcuni suggerimenti: Alimentazione equilibrata: Privilegia cibi ricchi di ferro e vitamine per compensare le perdite di sangue. Idratazione: Bevi molta acqua per mantenere il corpo idratato. Rilassamento e movimento: Pratica attività rilassanti come lo yoga, la meditazione o semplicemente fai una passeggiata nella natura. Cosa hai bisogno di lasciare andare? I grumi mestruali non sono sempre motivo di preoccupazione, ma sono comunque segnali che meritano attenzione. Dopo aver escluso cause mediche, considera l’opportunità di guardare più in profondità. Forse il tuo corpo ti sta chiedendo di lasciare andare ciò che non serve più, di liberarti di vecchi pesi e di riscoprire una connessione più autentica con te stessa. PAOLA GHILARDINI
Saperne di piùPerché con l’assorbente interno il ciclo sembra finire prima?
Molte persone notano che usando un assorbente interno il ciclo sembra finire prima. In realtà non è così: il tampone non accorcia il ciclo, ma trattiene internamente il flusso, riducendo la percezione delle perdite. Negli ultimi giorni, quando il flusso è minimo, questa differenza è ancora più evidente. È importante ricordare che la durata biologica delle mestruazioni non cambia e che l’uso dei tamponi richiede sempre attenzione e rispetto delle regole di sicurezza.
Saperne di piùLa Candida: un’intrusa silenziosa che tuttə dovremmo conoscere
Tutti i giorni ognunə di noi convive con miliardi di microrganismi: alcuni amici fedeli, altri, invece, possono diventare degli ospiti davvero indesiderati. La Candida, infatti, si distingue per la sua subdola capacità di trasformarsi da coinquilina innocua a fastidioso nemico, portando scompiglio non solo nella nostra flora intestinale, ma in gran parte del nostro organismo. Che cos’è la Candida? La Candida è un lievito, un fungo unicellulare normalmente presente sulla pelle, a livello della mucosa orale e genitale e nel tratto gastrointestinale. La specie più comune è la Candida albicans, ma esistono anche C. glabrata, C. krusei e la temibile C. auris, emergente e spesso multiresistente agli antifungini standard. Finché questo patogeno rimane in equilibrio con il resto del microbiota – cioè l’insieme dei microrganismi presenti dentro di noi - non provoca alcun fastidio. Quando, però, qualcosa rompe questa armonia, come antibiotici, diete squilibrate o stress, ecco che la Candida si può trasformare in un invasore capace di provocare diversi problemi, dando origine alla candidosi. La candidosi è solo femminile? Quando si parla di Candida, molti pensano automaticamente a un disturbo “da donne”. La realtà è, però, un’altra: anche gli uomini possono sviluppare candidosi e questo non di rado. Nel pene si manifesta in particolare a livello del glande, da cui il termine balanite da Candida o balanopostite se coinvolge anche il prepuzio. Quali sono i fattori di rischio e le cause dello sviluppo di una candidosi? La candidosi insorge quando la Candida trova condizioni favorevoli per moltiplicarsi e superare le difese del sistema immunitario e del microbiota. I principali fattori che ne favoriscono lo sviluppo includono: Sistema immunitario compromesso, a causa di condizioni quali: HIV/AIDS; trapianti d’organo; malattie croniche che rendono più vulnerabili all’infezione. Assunzione di farmaci, che alterano l’equilibrio del microbiota, eliminando i “microrganismi amici” e favorendo la crescita di Candida come: antibiotici a largo spettro; corticosteroidi; farmaci antitumorali. Condizioni metaboliche, come: diabete non controllato (soprattutto), che crea un ambiente zuccherino favorevole al fungo; gravidanza; uso di contraccettivi ormonali. Ambiente locale caldo-umido nelle pieghe cutanee, come inguine, ascelle, sotto il seno o nell’area genitale, soprattutto con indumenti sintetici o troppo aderenti, le quali costituiscono un terreno fertile per l’infezione. Abitudini e igiene scorrette, che possono alterare il microbiota locale e predisporre alla candidosi. Tra queste: detergenti aggressivi; eccessiva pulizia intima; rapporti sessuali non protetti (possibile trasmissione partner-to-partner). Fasce di età vulnerabili, poiché presentano difese immunitarie meno efficienti: neonati (mughetto, dermatite da pannolino); anziani. Manifestazioni cliniche causate dalla Candida Le forme di candidosi si suddividono per sede e sintomi, tra le quali si riscontrano: Mucocutanee, come: Mughetto orale: placche biancastre e dolorose su lingua e gengive, spesso nei neonati o nei soggetti immunocompromessi; Candidosi cutanea: eritemi, desquamazioni e prurito nelle pieghe (inguine, ascelle), favorite da caldo e umidità. Genito-urinarie, come quelle: Vaginali: prurito intenso, arrossamento, perdite dense e biancastre (pH < 4,5) e odore sgradevole; Peniene: arrossamento del glande e/o del prepuzio con bruciore, fastidio durante i rapporti o la minzione, comparsa di placche biancastre o secrezioni dense (tipo “ricotta”) e odore sgradevole; Uretriti/cistiti: meno frequenti, ma possibili se la flora batterica è compromessa. Sistemiche, come: Candidemia: febbre, shock settico e insufficienza d’organo in pazienti critici. Diagnosi e terapia Un semplice tampone (orale, vaginale o penieno), emoculture in caso di sospetta infezione sistemica e, per casi cutanei, esame diretto con idrossido di potassio su raschiati cutanei possono confermare la diagnosi, permettendo di affrontare il problema con la strategia giusta. In genere, per trattare la candidosi, si ricorre a: Antifungini topici: creme, pomate, ovuli o collutori per forme localizzate. Antifungini orali: fluconazolo e itraconazolo, usati quando l’infezione è estesa o ricorrente. Antifungini endovenosi (echinocandine, amfotericina B) per le candidosi sistemiche gravi. Prevenzione ed equilibrio La miglior strategia contro la candidosi è non arrivare all’infezione, ma rafforzare le proprie difese naturali attraverso: Alimentazione bilanciata: Limitare zuccheri raffinati e carboidrati fermentabili (i cosiddetti FODMAP); Assumere regolarmente frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre. Probiotici e fermenti lattici Yogurt e kefir non zuccherati, crauti crudi e integratori a base di Lactobacillus e Bifidobacterium; Favoriscono un microbiota sano che “tiene a bada” la Candida. Igiene e abbigliamento Evitare saponi aggressivi che alterano il pH; Lavare i genitali quotidianamente con acqua e saponi delicati, asciugando bene; Proteggersi durante i rapporti sessuali con il preservativo; Utilizzare tessuti traspiranti (cotone, lino), specialmente in estate o durante l’attività sportiva. Gestione dello stress Lo stress cronico innalza il cortisolo, abbassando le difese immunitarie. Pratiche di rilassamento (yoga, meditazione, passeggiate all’aria aperta) aiutano a mantenere l’equilibrio. Uno sguardo di salute globale Negli ultimi anni, la Candida — quella che molti ancora liquidano come una “sciocchezza da donne” — ha iniziato a mostrare il suo volto più serio e insidioso. Non parliamo solo della classica candida vaginale o orale, ma soprattutto delle forme invasive, quelle più difficili da trattare e, in certi casi, potenzialmente fatali. Ceppi come Candida auris si stanno diffondendo con velocità inquietante in tutto il mondo, colonizzando ospedali, pazienti fragili, terapie intensive, con dati allarmanti provenienti da Stati Uniti, Europa e anche dall’Italia. E no, non è un’esagerazione: l’abuso di antibiotici, l’aumento dei pazienti immunodepressi, la pressione selettiva di antifungini usati con leggerezza hanno creato il terreno perfetto. In tutto questo, la candida ha smesso di essere "solo un fungo", diventando una minaccia sanitaria su scala globale. Serve, quindi, cambiare prospettiva. Non basta più trattare: bisogna prevenire, educare, osservare con più attenzione il nostro equilibrio interno. Significa usare gli antibiotici con coscienza, proteggendo con dieta, probiotici e stili di vita equilibrati il microbiota (che è molto più di “batteri buoni”), ascoltare il proprio corpo e spegnere quei luoghi comuni che ci fanno pensare che certe infezioni siano “colpa nostra”. La candida non è un tabù, né una colpa: è un indicatore, una spia accesa sul nostro sistema immunitario, sul nostro stile di vita e — perché no — su un mondo medico che deve ancora imparare a guardare il corpo come un ecosistema e non come un insieme di organi separati. LORENZO CIOL
Saperne di piùCistite post-sesso: perché succede e come prevenirla (davvero)
La cistite dopo i rapporti sessuali è un disturbo frequente ma poco discusso. In questo articolo scopriamo perché succede, come prevenirla con abitudini semplici (senza sensi di colpa) e quali rimedi naturali possono aiutare davvero. Se ne soffri spesso, non sei sola: conoscere il problema è il primo passo per risolverlo.
Saperne di piùCistite: cause, sintomi e come prevenirla in modo naturale
La cistite è un disturbo intimo molto comune, ma spesso sottovalutato. In questo articolo scopriamo le cause più frequenti, i sintomi da riconoscere e i rimedi naturali più efficaci per prevenirla, incluso l’integratore Cystin, pensato per il benessere quotidiano delle vie urinarie.
Saperne di piùIl cervello femminile esiste?
Neuroscienze, bias culturali e altri miti duri a morire Introduzione “Le donne sono più emotive, gli uomini più razionali.” Quante volte abbiamo sentito queste affermazioni? Ma cosa c'è di scientifico dietro queste generalizzazioni? Le neuroscienze contemporanee offrono una prospettiva diversa, smontando i miti sul cervello “femminile” e rivelando come i bias culturali influenzino la nostra comprensione dell'identità. Cervelli diversi o stereotipi travestiti da scienza? Per decenni, la ricerca neuroscientifica ha cercato di identificare differenze significative tra cervelli “maschili” e “femminili”. Tuttavia, una svolta importante è arrivata con uno studio del 2015 pubblicato su PNAS, che ha analizzato oltre 1.400 cervelli umani e concluso che la maggior parte presenta una configurazione “mosaico” di tratti, alcuni più comuni nei maschi, altri nelle femmine, ma nessuno completamente univoco (https://www.pnas.org/doi/full/10.1073/pnas.1509654112). E non si tratta di un caso isolato o superato. La ricerca scientifica successiva va decisamente nella stessa direzione. Studi pubblicati tra il 2021 e il 2024 continuano a smentire l’idea di due cervelli distinti. Una meta-analisi ha dimostrato che le differenze strutturali tra cervelli di sesso diverso si ridimensionano una volta controllate le dimensioni cerebrali totali (https://neurosciencenews.com/). Altri lavori, come quello pubblicato su Nature Communications, sottolineano come le configurazioni cerebrali “androgine” – che sfuggono alla logica binaria – siano associate a migliori indicatori di benessere emotivo e cognitivo (PMC). In breve: il consenso scientifico si sta muovendo in modo netto verso una visione più fluida, complessa e non deterministica del cervello umano. Parlare di “cervello femminile” oggi non è solo riduttivo: è scientificamente sbagliato. Bias culturali: quando la scienza conferma gli stereotipi Il termine bias si riferisce a un pregiudizio sistematico che può influenzare la raccolta e l'interpretazione dei dati. Nelle neuroscienze, i bias culturali possono portare a interpretazioni distorte dei risultati, confermando stereotipi di genere preesistenti. Gina Rippon, neuroscienziata cognitiva, ha coniato il termine “neurosexism” per descrivere l'uso improprio della neuroscienza per giustificare differenze di genere non supportate da dati scientifici solidi (en.wikipedia.org). L’identità: un costrutto dinamico e relazionale L'identità di genere non è determinata esclusivamente dalla biologia. È un costrutto complesso che emerge dall'interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. Le aspettative culturali, l'educazione e le esperienze personali giocano un ruolo cruciale nella formazione dell'identità. Come sottolinea Rippon, “le esperienze guidano l'architettura del nostro cervello” (time.com). Ciò significa che l'ambiente in cui cresciamo e le interazioni sociali influenzano profondamente lo sviluppo del nostro cervello e, di conseguenza, la nostra identità. Conseguenze pratiche: oltre i miti per una società più equa Attribuire differenze comportamentali o cognitive a presunte differenze cerebrali innate tra i sessi può giustificare disuguaglianze e limitare le opportunità. È fondamentale riconoscere che molte delle differenze osservate sono il risultato di influenze culturali e sociali, non di determinismi biologici. Ad esempio, la sottorappresentazione delle donne nelle STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è spesso attribuita a differenze innate, ma studi dimostrano che le aspettative culturali e le opportunità educative giocano un ruolo più significativo. Conclusione Il concetto di un “cervello femminile” distinto da quello maschile è più un mito che una realtà scientifica. Le neuroscienze moderne ci invitano a superare queste semplificazioni e a riconoscere la complessità dell'identità umana. Riflettiamo: quali convinzioni abbiamo interiorizzato riguardo alle differenze di genere? E come possiamo contribuire a una comprensione più accurata e inclusiva dell'identità? Nota: Per approfondire, si consiglia la lettura di “The Gendered Brain” di Gina Rippon e “Delusions of Gender” di Cordelia Fine. LUCIA SCARANO
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