PILLOL*

Condividere le responsabilità, alla fine è proprio di questo che si tratta.

 

Per quale motivo invece si dà comunemente per scontato che sia la donna a doversi preoccupare della contraccezione? ll profilattico smorza la sensibilità, il coito interrotto è poco sicuro e lesivo del piacere, vuoi mettere quanto è più comodo se lei prende la pillola?

A partire dagli anni ’60 le donne hanno combattuto, scontrandosi con i pregiudizi della società e gli attacchi da parte di ogni fede religiosa, per ottenere il diritto di assumere contraccettivi, facendosi carico di tutti i loro effetti collaterali, per poter vivere la sessualità non solo più come atto principalmente procreativo ma anche ludico, sottraendosi a gravidanze indesiderate senza dover ricorrere all’aborto.

 

Di contraccezione maschile si parla molto poco, eppure già Ippocarte aveva studiato un metodo per rendere gli uomini temporaneamente sterili. Il medico greco infatti aveva osservato che, immergendo i testicoli in acqua molto calda, l’efficacia riproduttiva dell’uomo si riduceva.
La moderna ricerca sugli anticoncezionali maschili è iniziata nello stesso periodo di quelli femminili, negli anni ’30 del secolo scorso, ma i progressi fatti sono stati nettamente inferiori.
Nel 1997 si pensava di essere finalmente arrivati ad una soluzione grazie a una pillola a base di progesterone da associare a iniezioni di testosterone, un progetto che però fu abbandonato nelle ultime fasi dei test per mancanza di fondi (e forse di interesse). Un altro grosso studio basato su l’inibizione ormonale aveva iniziato a fornire delle speranze qualche anno fa, dimostrando un’efficacia paragonabile a quella delle pillole contraccettive in commercio. Purtroppo, però, il numero di effetti indesiderati riscontarti durante il trial sperimentale è stato molto alto, portando alla sospensione dello studio.
Oggi la ricerca si sta aprendo anche verso metodi contraccettivi non ormonali: è al momento in fase di sperimentazione una sostanza gelatinosa che viene iniettata nei dotti deferenti dell’apparato genitale maschile impedendo che gli spermatozoi si aggiungano al liquido seminale prodotto dalla prostata e dalle vescicole seminali. In Francia, un metodo sperimentale simile a quello proposto da Ippocrate è stato adottato da numerosi collettivi di uomini: attraverso lutilizzo di indumenti intimi appositamente pensati si aumenta leggermente la temperatura dei testicoli e dopo tre mesi di utilizzo per quindici ore al giorno, la produzione di spermatozoi diminuisce senza impedire né l'erezione né leiaculazione.

 

Da un’indagine della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia del 2016 è emerso che il 62% degli uomini intervistati sostiene che la contraccezione sia compito della donna. Fortunatamente però non tutti la pensano così: molti uomini, soprattutto dopo aver fatto parte di un gruppo di sperimentazione di contraccezione maschile, si dicono disponibili se non anche desiderosi di alleviare la propria partner dal carico mentale di una possibile gravidanza indesiderata e dagli effetti collaterali della pillola anticoncezionale, assumendosi la propria parte di responsabilità. Ci auguriamo che grazie all’esempio, alla partecipazione e alla condivisione di queste esperienze, il pregiudizio che pone la contraccezione maschile in antitesi alla virilità, ancora saldamente radicato all’interno della nostra società, possa essere finalmente eliminato.

 

BEATRICE UGUAGLIATI 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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