PERCHÉ FEMMINILITÀ NON È PER FORZA MATERNITÀ

La Festa della Mamma. C’è chi la seconda domenica di maggio la attende con trepidazione, chi con aspettativa, chi con malinconia, chi con tristezza e c’è anche a chi non interessa.
Troppo spesso però siamo abituatǝ a credere che una donna senza figli, una non madre, non sfrutti fino in fondo le potenzialità dell’essere donna, che, in qualche modo, le manchi qualcosa. Pensiamo che le parole femminilità e maternità siano profondamente e indissolubilmente legate.
A quale bambina non è mai stata regalata una bambola, non le è mai stato chiesto di badare ai cuginetti in spiaggia, non le è mai stato proposto di giocare a “mamma casetta”?
E ora, adulta, e magari verso i 30 anni si sente chiedere: “Quand’è che fai un figlio?”. Come se le venisse messo in mano un orologio ticchettante, colmo di aspettative. Come se diventare madre, desiderare di esserlo, fosse il destino già scritto di ogni donna. Come se il valore di una donna fosse legato all’essere madre.

Si è donne, a prescindere dal fatto di essere madri o meno. Si è donne a prescindere dal fatto che ci piacciano i bambini oppure no. Siamo liberǝ di scegliere e di non sentirci giudicatǝ per questo.

L’idea che una donna non possa essere felice o sentirsi realizzata senza figli, però, è ancora molto radicata nella nostra società. Chi, alla frequente e sopracitata domanda risponde di non poterli avere viene vista con compassione, commiserazione. Alimentando il senso di inadeguatezza e frustrazione. E chi, dall’altro lato, risponde di non volerli avere viene vista come un essere che spregiudicatamente pensa ai suoi interessi prima di quelli di qualcun altro.

Si è donne, in una società che ci divide in madri e non madri. Lì, proprio nella divisione, sarebbe bello creare una rete pronta a sostenere senza giudicare le scelte diverse dalla nostra.

Una donna che ha figli non è solo madre, così come una donna che non ha figli non è meno madre e, in fondo, non è l’essere madri che ci rende più donne.
Essere madri è dare la vita, prendersi cura, ma non solo e non necessariamente di un figlio.
Esistono molti modi di essere madre: di figli propri o di figli altrui, di nipoti, di figli acquisiti, di progetti e di idee; si può essere madre dedicando la vita ad aiutare il prossimo, prendendosi cura dell’ambiente che lasceremo alle prossime generazioni, trovando se stesse e la propria realizzazione.
E quindi, in questa seconda domenica di maggio, ricordiamo di festeggiare le mamme, le mamme per scelta, le mamme di figli propri o di figli altrui. Festeggiamo tuttǝ coloro che si sentono mamma nell’anima.

BEATRICE UGUAGLIATI




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