UN "PELO" IMBARAZZANTE

A quantə di voi è stato fatto notare di avere avuto, in giornate particolari, i peli sotto le ascelle, oppure baffetti e sopracciglia incolte? A me sì, ben prima che si diffondesse il movimento no wax (= no cera!), ad alimentare insicurezze che poi, a ben analizzare risultano prive di fondamenta se si raggiunge la consapevolezza di valere molto più di un pelo.

Negli ultimi periodi si assiste a una diffusione maggiore della consapevolezza di sé, specie nelle generazioni più giovani che le porta ad attribuire il giusto peso all’innominabile pelo.
A lungo, infatti, sono stati vissuti e considerati come un vero e proprio tabù, a causa della pressione esercitata dal canone della donna depilata sempre e ovunque, dotatə di un kit di sopravvivenza irrinunciabile in caso di trasferte di più o meno lunga durata.

Mostrare un pelo di troppo poteva mettere in discussione l’intero paradigma della femminilità. Il mantra che a lungo ha dominato lo scenario era che i peli non si dovevano vedere MAI: di qui spot pubblicitari di rasoi e creme depilatorie che scorrevano sulla pelle già perfettamente liscia della modella. E noi, poverə comuni mortali, sempre in perenne lotta coi peli e faticose sedute dall’estetista?

È stato bello confrontarci con voi qualche tempo fa, sul nostro canale Instragram, proprio su questo argomento: ci commuove sempre quando qualcunə di voi condivide la sua esperienza o un pensiero con noi, e le risposte alle storie specifiche sui peli e la depilazione sono state tantissime. Siamo contentə di aver ascoltato le vostre storie e felicə perché abbiamo capito che il fatto di eliminare o no i peli dal proprio corpo si sta trasformando in una scelta personale, libera dai preconcetti di genere.

Non c’è una risposta a cosa sia più giusto, ma è bello vedere che, dopo anni, ciascunə scelga in base a sé stessa, depilandosi per sentirsi meglio o non facendolo, senza correre il rischio di essere giudicatə per questo.
Pensiamo che questa sia una nuova pagina nella definizione di un concetto di bello più libero e inclusivo, all’interno del quale ognunə si possa sentire rappresentatə a prescindere dai peli.

 

ALICE CARBONARA




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