Sessualità e autismo attraverso l'esperienza di Red Fryk Hey

Attraverso l’esperienza di Red approfondiremo un tema ancora considerato un tabù per le persone autistiche e disabili: la sessualità.
Secondo le più recenti ridefinizioni dell’autismo (Singer, 1998), esso va inteso in termini di neurodiversità o neuroatipicità e non più di disturbo, malattia. L’autismo, infatti, è solo uno dei tanti modi in cui la mente umana può funzionare. Non è altro che una normale variazione neurologica al pari di razza, genere e sessualità. Per questo motivo, l’autismo non ha cura: perché non è una malattia.

Il movimento per le neurodiversità si pone come obiettivo proprio quello di modificare la percezione tradizionale delle persone neurodivergenti, cambiare gli stereotipi negativi identificando talenti e bisogni della persona. Inoltre, ha lo scopo di valorizzare gli individui emarginati e far sì che venga attribuito loro il giusto valore all’interno della società, in quanto costituiscono anche loro una risorsa.

Gli attivisti si impegnano quotidianamente a superare le rappresentazioni errate, legate, ad esempio, all’immagine dell’autistico con disabilità cognitiva, con disturbi del linguaggio o dell’apprendimento. Proprio per questo motivo, le persone autistiche che non hanno altri disturbi, faticano ad essere riconosciute tali. La diagnosi, in questi casi, arriva ancora troppo tardi, o non arriva mai.

 

La diagnosi tardiva di autismo: l’esperienza di Red Fryk Hey

Questo è il caso della storia di Red Fryk Hey, la quale ha ricevuto la sua diagnosi a 31 anni. Fino a quel momento Red ha vissuto male, non tanto per la sua condizione, ma perché la società la disabilitava, non riconoscendo la sua diversità e il suo modo differente di percepire suoni, colori, le interazioni con le altre persone. Sentiva di “non essere creduta”.

Red (nome derivante dal colore rosso, il suo preferito) è nata a Cuneo ed è ballerinə, insegnantə, coreografə e attivista per i diritti delle persone autistiche. Ama profondamente l’Hip Hop come cultura e le piace esprimere questa passione sia attraverso il lavoro coreografico che con il freestyle. Spazia dalla danza contemporanea alla sperimentazione. Il tutto condito da energia, stile, tecnica, umiltà, passione, impegno, allenamento costante e determinazione: ingredienti che hanno reso Red unə professionistə affermatə nel settore della danza. Ha vinto numerose competizioni a livello sia nazionale che internazionale, sia in qualità di danzatricə che di coreografə.

La divulgazione di Red sui social network

Quando si parla di autismo l’informazione non è mai troppa, anzi spesso è poca e sbagliata. Per questo Red, tramite i social network, specialmente Instagram, tiene particolarmente alla missione divulgativa. Sulle sue pagine condivide soprattutto il suo interesse principale e la sua professione: la danza. Uno strumento attraverso il quale cerca di coniugare il mondo della danza con il mondo dell’autismo. Tramite questa azione di condivisione Red sta piano piano scardinando tutti quei pregiudizi che non consentono alla persona autistica di essere riconosciuta in quanto tale.

Red ha deciso di condividere con noi la sua esperienza e di affrontare delle tematiche che costituiscono dei tabù quando si parla di autismo: la sessualità.

 

Red, come hai vissuto l'arrivo del menarca e come lo vivi tuttora?
Lo attendevo tantissimo, soprattutto perché le mie compagne di classe che mi bullizzavano avevano già vissuto questa esperienza e io no. Una volta arrivato il momento ho tirato un sospiro di sollievo. Nei mesi successivi, essendo io una persona non binary, ho iniziato a ripudiarlo a tratti e vivo le mestruazioni così tuttora. A livello sensoriale non percepisco dolore, solo molto gonfiore fastidioso.

 

Come hai vissuto la tua sessualità con l'inizio dell'adolescenza?
In famiglia era un argomento tabù ed ero convintə fosse un peccato fare sesso, a causa della mia famiglia cristiano cattolica. L'ho vissuta con senso di vergogna ed imbarazzo per questo motivo, pur essendo stata una persona molto curiosa. Però tutto mi affascinava, soprattutto quelle sensazioni fisiche così forti, prima, dopo e durante.

 

Quando eri impegnatə in delle relazioni, cosa ti faceva sospettare della tua neurodivergenza? E gli altri notavano questi aspetti?
Mi veniva continuamente detto che pareva la mia mente non smettesse mai di essere in movimento, anche durante l' intimità.
Il mio modo di comunicare, a rimando dei partners, passava dall'essere intenso all'essere assente. Non riuscivo a relazionarmi con le loro famiglie, soprattutto se legate al contatto fisico e alle regole sociali tipiche. Non comprendevano le crisi che avevo a volte quando ero espostə a troppi stimoli sensoriali. Inoltre il mio modo di socializzare con i loro amici e le loro amiche non piaceva mai, soprattutto perché io sottolineavo quanto mi mettesse a disagio stare con loro e quanto non mi interessava far parte di un gruppo di persone. Non comprendevano come talvolta descrivevo le mie emozioni e la realtà.

 

Com'è cambiato il rapporto con il tuo corpo da quando hai ricevuto la diagnosi (se è cambiato)?
Non ho un buon rapporto con il mio corpo e non è cambiato dopo aver scoperto di essere autisticə. Il momento in cui ho un buon rapporto con esso è quando danzo!

 

Hai avuto esperienze all'interno di relazioni amorose e/o rapporti sessuali dove ti sei sentitə discriminatə?
Sì, inconsapevolmente per via delle mie caratteristiche autistiche e la mia percezione, per il mio essere non binary e...ho anche subito un abuso.

 

Cosa pensi debba cambiare quando si parla di sessualità e autismo? Smettere di infantilizzarci. Spesso proprio non si parla di sessualità e autismo perché si parla di noi persone autistiche come se fossimo sempre bambinə.

 

C'è qualche altro messaggio in particolare che vuoi mandare riguardo questo argomento?
Ascoltate le persone autistiche che vogliono e possono raccontare la propria esperienza in ogni ambito.

 

L’autismo è un universo ancora da esplorare e ancora molto poco conosciuto, pregno di pregiudizi. Gli attivisti danno voce anche a chi una voce non la ha, ma è ancora predominante la concezione dellə autisticə come una persona con disabilità. Per questo, ci auguriamo che le storie come quelle di Red vengano diffuse sempre di più allo scopo di sensibilizzare sul tema e di non ridurre le persone autistiche alla loro condizione.

 

ANTONELLA PATALANO




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