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Dispenser di assorbenti: perché dovrebbe essercene uno in ogni bagno (e come farlo succedere)

Dispenser di assorbenti: perché dovrebbe essercene uno in ogni bagno (e come farlo succedere)

Ti è mai capitato di essere al lavoro, in palestra, all'università o in un locale e renderti conto che il ciclo ti è arrivato senza preavviso? Nessun assorbente in borsa, nessun distributore in bagno, nessuna collega a portata di messaggio. Solo carta igienica, un po' di panico e la sensazione di dover risolvere da sola un problema che potrebbe non esistere.

Ecco: quel problema non dovrebbe esistere. Se nei bagni pubblici c'è la carta igienica, il sapone e spesso anche il profumatore d'ambiente, non c'è nessuna ragione per cui non ci sia un dispenser di assorbenti.

Il paragone che nessuno fa (ma che funziona)

Prova a immaginare di entrare in un bagno e trovarlo senza carta igienica. La tua prima reazione sarebbe di disagio, forse di indignazione. Penseresti che quel posto è gestito male, che non si preoccupa delle persone che lo frequentano. Nessuno metterebbe mai in discussione il fatto che la carta igienica debba essere fornita gratuitamente nei bagni: è un bene primario, punto.

L'assorbente è esattamente la stessa cosa. È un prodotto di igiene personale che risponde a un bisogno fisiologico. Non è un lusso, non è un vezzo, non è qualcosa che le persone dovrebbero ricordarsi di portare sempre con sé come se fosse una loro responsabilità esclusiva. Il ciclo non manda un calendario con gli appuntamenti precisi, non rispetta le riunioni importanti e non aspetta che tu abbia finito la lezione.

Eppure, in Italia, la stragrande maggioranza dei bagni — uffici, scuole, università, locali, palestre, spazi pubblici — non ha un dispenser di assorbenti. Una donna su due ha perso almeno una volta giorni di scuola o di lavoro a causa del ciclo. E l'84% delle donne racconta che il ciclo è arrivato all'improvviso sul posto di lavoro almeno una volta. Quante di quelle volte si sarebbero risolte in due minuti se ci fosse stato un dispenser nel bagno?

Cosa sono i dispenser di assorbenti (e no, non sono i distributori a monete degli anni '90)

Se la parola "distributore di assorbenti" ti fa venire in mente quelle macchinette metalliche nei bagni dell'autogrill che ingoiavano monete e non restituivano nulla, possiamo rassicurarti: il mondo è andato avanti.

Un dispenser di assorbenti moderno è un erogatore compatto, spesso dal design curato, che si installa a parete o si appoggia su una superficie nel bagno o nell'antibagno. Si apre, si prende un assorbente, si chiude. Gratuito, senza monete, senza codici, senza chiedere a nessuno. Ce ne sono di diversi tipi: adesivi per chi non può forare le pareti, a muro per ambienti più strutturati, in bambù per chi vuole un look più naturale, e persino automatici con sensore touchless per gli spazi ad alto traffico.

Ma il dispenser è solo il contenitore. Quello che conta davvero è cosa c'è dentro. Perché mettere a disposizione un assorbente di scarsa qualità — di quelli che pizzicano, che non traspirono, pieni di plastica e sostanze chimiche — sarebbe come fornire la carta igienica più sottile del mondo: tecnicamente l'hai messa, ma non hai risolto il problema di nessuno.

Gli assorbenti This Unique che trovi nei nostri dispenser sono quelli che già conosci: 100% cotone biologico, compostabili, senza microplastiche, senza profumi, senza fibre sintetiche. Gli stessi che usi a casa, ma disponibili anche quando ne hai bisogno fuori casa.

Dove dovrebbero esserci i dispenser di assorbenti

La risposta breve è: ovunque c'è un bagno frequentato da persone che hanno il ciclo. Nella pratica, i contesti in cui il dispenser fa la differenza più grande sono cinque.

In ufficio. È il posto dove passi otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana. Se il ciclo arriva lì, dovresti poter gestirlo senza dover uscire a comprare assorbenti, chiedere in giro o arrangiarti con soluzioni di emergenza. Sempre più aziende italiane lo stanno capendo: oltre 250 realtà hanno già installato dispenser, tra cui nomi come Spotify, DHL, LEGO, Heineken, Ferragamo, Satispay. Non è più un'iniziativa da "aziende illuminate": sta diventando la normalità.

A scuola e all'università. Tredici università italiane — tra cui il Politecnico di Torino, la LUISS, l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore — hanno già attivato il servizio. Perché una studentessa che non ha un assorbente non dovrebbe perdere una lezione per questo. La Scozia è stato il primo Paese al mondo a garantire per legge l'accesso gratuito ai prodotti mestruali negli edifici pubblici. L'Italia non c'è ancora, ma dal basso le cose si stanno muovendo.

In palestra e nei centri sportivi. Il ciclo non si ferma quando fai sport, e il disagio di non avere un assorbente a disposizione nello spogliatoio è amplificato dal fatto che sei lì per stare bene con il tuo corpo. Un dispenser nello spogliatoio femminile è un gesto piccolo che comunica tantissimo.

Nei locali, bar e ristoranti. Se offri il sapone di cortesia e il profumatore, un dispenser di assorbenti non è un salto nel buio: è lo stesso livello di attenzione, applicato a un bisogno reale. È anche un modo per differenziarsi: i clienti (e soprattutto le clienti) notano queste cose e le ricordano.

Negli spazi pubblici. Biblioteche, musei, uffici comunali, stazioni. Ovunque ci sia un bagno accessibile al pubblico, ci dovrebbe essere un dispenser. Alcuni comuni italiani si stanno muovendo, ma la strada è ancora lunga.

"Bello, ma nella mia azienda non c'è. Come faccio?"

Questa è la parte che ci interessa di più, perché è quella che trasforma una bella idea in qualcosa di concreto.

Se lavori in un'azienda che non ha ancora installato un dispenser di assorbenti e vuoi che lo faccia, hai più potere di quanto pensi. Ecco tre cose che puoi fare, dalla più semplice alla più strutturata.

Parlane con HR o con il tuo responsabile. Non serve una presentazione formale. Basta una frase: "Ho visto che molte aziende stanno installando dispenser di assorbenti nei bagni, come Spotify e DHL. Costa pochissimo e migliora il benessere di tutte le colleghe. Vi lascio il link, dateci un'occhiata?" Il link è thisunique-business.com. Lì trovano tutto: il servizio, i dispenser, i costi, i clienti che l'hanno già fatto.

Proponilo nel prossimo sondaggio interno o nel canale welfare. Molte aziende fanno survey periodiche sul benessere o hanno canali Slack / Teams dedicati alle proposte dei dipendenti. Una richiesta scritta ha più peso di una conversazione al caffè, e se arriva da più persone diventa difficile da ignorare.

Condividi questo articolo con chi decide. A volte il modo più efficace per far arrivare un messaggio è non essere tu a dirlo. Un articolo che spiega il perché, mostra chi lo sta già facendo e offre una soluzione chiara è uno strumento che lavora al posto tuo.

E se hai un locale, una palestra o uno spazio tuo?

In questo caso puoi muoverti direttamente. Sul sito thisunique.com trovi la Business Box: un kit pensato per chi ha un'attività — bar, ristoranti, palestre, studi, coworking — e vuole rendere i propri bagni più inclusivi con un dispenser e una fornitura di assorbenti in cotone biologico. Non serve un contratto aziendale, non serve un reparto HR: ordini, installi, rifornisci. Semplice.

Se la tua attività è più grande — più sedi, più bagni, più persone — puoi contattare direttamente il team B2B tramite thisunique-business.com per un servizio con installazione, reintegro e supporto comunicativo inclusi.

Il dispenser come atto politico (anche se non sembra)

Mettiamo le cose in chiaro: un dispenser di assorbenti in un bagno non risolve il gender gap, non abbatte il patriarcato e non elimina la tampon tax (che in Italia è ancora al 10%, grazie alla legge di bilancio 2024 che ci ha fatto fare un passo indietro dal 5% raggiunto l'anno prima).

Ma fa una cosa importante: normalizza. Dice che le mestruazioni esistono, che sono un fatto biologico, e che non devono essere gestite nel silenzio, nell'imbarazzo o nell'emergenza. Ogni dispenser installato è un piccolo pezzo di normalità che prima non c'era.

In Scozia, dal 2022, una legge garantisce l'accesso gratuito ai prodotti mestruali in tutti gli edifici pubblici. In Nuova Zelanda gli assorbenti sono gratuiti nelle scuole. In Francia le studentesse possono accedere a prodotti mestruali gratuiti. L'Italia arriverà quando arriverà, ma nel frattempo non c'è bisogno di aspettare una legge per fare la cosa giusta. Bastano un dispenser, degli assorbenti buoni e la decisione di metterli nel bagno.

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